Il Tirreno

Gli obiettivi. E Giovanni Costantino, amministratore delegato, punta sugli yacht telecomandati dalla banchina

Tecnomar, fatturati d'oro e posti di lavoro

Chiara Sillicani
<b>IL CANTIERE.</b> Uno dei capannoni della Tecnomar
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IL CANTIERE. Uno dei capannoni della Tecnomar

Il cantiere massese prevede 80 milioni di entrate per il 2011. E costruisce cinque navi

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 MASSA. In tempo di crisi, l'annuncio di Giovanni Costantino, amministratore delegato e presidente di Tecnomar, suona come una buona notizia, soprattutto per il mondo del lavoro. Un cantiere navale in salute e - come se non fosse già un obiettivo raggiunto - intenzionato a puntare sui grandi numeri. Tradotto: raddoppiare il fatturato.  Costantino e il suo staff si propongono di passare dai 40 milioni del 2008 agli 80 del prossimo anno. Proposito davvero ambizioso che l'amministratore delegato ha confidato alle pagine di Style Magazine, il mensile del Corriere della sera. L'intervista, rilasciata alla giornalista Veronica Russo, rientra nella rubrica Persone di Style. L'amministratore delegato, tarantino, 47 anni, con un passato da top menager della Natuzzi, racconta presente e futuro della Tecnomar, il lavoro già svolto e i progetti.  Barche alla James Bond. Davvero 80 milioni di euro di fatturato rappresentano un obiettivo ambizioso. Raggiungerlo non sarà un gioco da ragazzi, ma ad illustrare la ricetta è proprio lui, Giovanni Costantino. «Il risultato - racconta sulle pagine di Style - arriverà da poche commesse, ma di grande valore, anche se - ammette - non è semplice: bisogna coniugare artigianalità e tecnologie avanzate». Insomma, la tradizione nautica e le novità. E il frutto del connubio? Uno yacht che si guida anche dalla banchina, con un telecomando. Un gioiello, certo non per tutte le tasche.  Cinque navi in cantiere. L'azienda, che solo recentemente si è ritirata dalla corsa alla "conquista" di Baglietto, punta ai clienti stranieri. E l'amministratore delegato garantisce che sono proprio loro, quelli pronti a comprare le 5 lussuose barche in costruzione, ad apprezzare la qualità italiana e - in particolare - l'attenzione ai dettagli. «I prezzi - confida Costantino - vanno dai sei a quaranta milioni di euro». E racconta dell'ultimo nato: «È stato varato pochi mesi fa, è la planante (tipo di carena ndr) più grande e veloce del mondo (fino a 30 nodi). Si chiama Talal, ne sono orgoglioso quasi come se fosse una figlia». Un vero gioiello che ha virato dritto verso Dubai.  Un cantiere industria. Ottimista. Anche se Giovanni Costantino non si nasconde dietro un dito. E alla giornalista Veronica Russo racconta che la crisi ha costretto a ridefinire strategie: «Siamo dovuti intervenire in tutto, rifinanziando la società» e racconta dei cantieri massesi (oltre 11mila metri quadrati) in cui si progettano «modelli da cucire addosso» all'armatore di turno. «Tecnomar è un cantiere nato nel 1988 - racconta - ottimo, ma con qualità media. Da qui l'idea di trattare questa azienda come un'industria. I fornitori vengono controllati costantemente e ogni parte collaudata man mano». E niente salone della nautica, ma promozione con eventi mirati. Senza dimenticare che l'ad non esclude di collaborare con Giorgetto Giugiaro per il design. Insomma, l'idea è chiara: Tecnomar avrà rinunciato a Baglietto, ma punta in alto. A 80 milioni di euro di fatturato. Con la speranza di nuovi posti di lavoro per un territorio segnato dalla crisi.

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