Sicurezza
«Sì al porto turistico, ma ci fa paura»
Cinzia Carpita
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La barche dei soci del circolo Il Bozzetto, ancorate presso il Lavello I pescatori del Bozzetto temono tariffe di ormeggio elevate: siamo quasi tutti pensionati
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MARINA DI CARRARA. «Non siamo contrari al porto turistico fra il Carrione e il Lavello, ma i sindaci devono dirci che fine faremo noi del circolo pescatori sportivi "Il Bozzetto". Quale spazio sarà dato alla nautica minore? E quanto ci costerà?». Interrogativi che ora, dopo la presentazione dei sei progetti alla Port Authority, si fanno sempre più pressanti, fra i pescatori, quasi tutti pensionati, del circolo che esiste dal 1972 quando ebbe la prima concessione, a cavallo del Lavello. Oggi le cose stanno così al Bozzetto: un pezzo di entroterra, in parte demaniale e in parte di proprietà del circolo, viene utilizzato come deposito delle barche; la piccola sede ristrutturata (alla fine di viale Da Verrazzano) è in territorio carrarese, mentre il bacino che ospita le imbarcazioni lunghe fino a 6 metri, a levante del Lavello, rientra nel comune di Massa. Quindi affitti pagati un po' alla Port Authority, al Demanio, e agli enti locali. «I soci effettivi sono un centinaio - spiega il segretario del circolo, Colombo Vatteroni - 80 posti barca in mare e 40 barche esterne». C'è un alternarsi fra natanti in lista di attesa e quelli in mare. Praticamente, se un socio lascia la barca a terra, un altro può prendere il suo posto in acqua. La tessera costa 70 euro, e mettere l'imbarcazione all'ormeggio ne costa 130. «Con 200 euro l'anno - dice Vatteroni - uno è tranquillo. Anche un cassintegrato ce la fa economicamente a tenere una barca qui. Ma con il futuro porto turistico, i 200 euro diventeranno duemila? Chi ha la barca al Bozzetto è tutta gente locale, di ceto medio, molti pensionati». I soci alcuni anni fa, avevano anche chiesto al Comune di Massa di poter allargare lo spazio in acqua, ma a quanto dicono, senza ricevere risposte definitive. Ora si chiedono «che fine faremo col porto turistico previsto?». La concessione con Massa è scaduta nel 2008, ma di fatto il circolo ha pagato regolarmente per il 2009 e per il 2010, dice il segretario. La concessione lungo il Lavello è della Provincia ed è rinnovabile ogni sei anni. Quella con l'Authority è annuale. Al Bozzetto c'è fibrillazione da quanto, nel giugno scorso, venne presentato alla Port Authority il primo progetto, quello del gruppo Caltagirone che ha chiesto la concessione per 80 anni (pluriennale anche quella chiesta dai proponenti degli altri 5 progetti). «Qui abbiamo investito in illuminazione - continua Vatteroni - pulizie, videosorveglianza. Durante la realizzazine del porto turistico, dove andremo? Non ci sono aree alternative». «Abbiamo avuto un incontro con il sindaco Zubbani - racconta Osvaldo Conti che fa parte dei probiviri del circolo - e gli abbiamo detto le nostre preoccupazioni. Non ci ha dato risposte precise. Noi siamo tutti favorevoli al porto turistico, ma se lo gestiranno i privati, chi gestirà il sociale?»: che sarebbe in sostanza la realtà dei residenti, compreso il circolo dei pescatori che vive senza fini di lucro, con soci che tengono in ordine l'area, con una manutenzione alla portata delle loro pensioni o dei loro redditi medi. Temono che un porto turistico come quello che potrebbe nascere da uno dei progetti presentati all'Authority, non lasci un grosso futuro alla nautica minore, seppure prevista nell'infrastruttura. Ci saranno spazi per tutti? E le tariffe di ormeggio saranno più elevate delle attuali? Sono interrotavi che al momento appaiono prematuri, visto che l'iter per il porto turistico si intreccia con quello del nuovo piano regolatore portuale ancora da disegnare. Ma intanto i pescatori del Bozzetto mettono le mani avanti e chiedono alla "politica" di non dimenticarsi di loro.
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