Il Tirreno

Affitti, più richieste di aiuto

Le case popolari di via Poggi
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Le case popolari di via Poggi

In 600 chiedono contributi al Comune, crescono i nuovi poveri

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 MASSA. E'sempre più emergenza casa in tutta la provincia. I dati in mano al comune di Massa parlano chiaro. In forte aumento le richieste per le case popolari e perché il comune faccia da garante. «E ogni settimana - rileva il vicesindaco Martina Nardi - arrivano nuove famiglie a chiedere aiuto». Ad aggravare il tutto la situazione dell'economia apuana.  I dati sul 2010 non possono ancora definitivi. Ma i trend sono già ben delineati e sembrano essere preoccupanti, viste anche le difficoltà del mondo del lavoro. E tra il 2011 e 2012 la situazione potrebbe peggiorare a causa dei tagli del governo.  Innanzitutto a Massa sono aumentate le richieste per avere le case popolari: per l'ultimo bando i partecipanti sono stati 600. In occasione del precedente le richieste arrivate erano state 400.  Nei primi mesi dell'anno circa 140 persone hanno fatto richiesta ufficiale al comune perché facesse da garante per le famiglie in cerca di abitazione con i proprietari di case. I contratti assegnati finora sono stati 21 e altri 4 sono in dirittura di arrivo.  Poi ci sono le richieste di contributi per gli affitti. Finora nel 2010 sono circa 600 le persone che l'hanno ottenuto.  «Ma ogni settimana - spiega il vice-sindaco Martina Nardi - arrivano a chiedere aiuto persone che hanno ricevuto sfratti per morosità. E in gran parte dei casi, soprattutto nell'ultimo anno, non si tratta di persone "povere" ma di gente che non riesce più a pagare gli affitti che offre il mercato. In molti casi basta un piccolo imprevisto e le famiglie si ritrovano con l'acqua alla gola». Chi non riesce a pagare si ritrova molo spesso con uno sfratto per morosità.  La situazione non è certo rosea. A pesare è, naturalmente, la situazione economica dovuta alla crisi. La Nardi cita infatti l'esempio degli operai della Eaton che in questi giorni si sono visti recapitare lettere di licenziamento. «Quelle 350 famiglie - fa notare - avranno sicuramente problemi. Ma sono solo un esempio di tante situazioni nascoste che la crisi fa venire a galla».  Le richieste di aiuto hanno un costo per il Comune. Il progetto Comune garante, per esempio, è stato finanziato con circa 200mila euro. Nel 2009 gli uffici casa del comune hanno dovuto sborsare 140mila euro per pagare gli alberghi che servono a tamponare le emergenze delle famiglie sfrattate. Oltre 100mila euro invece i soldi destinati nel 2010 ai contributi agli affitti (con 100 euro circa date a ogni famiglia al mese). Ma a partire dal 2011 potrebbero iniziare le difficoltà a reperire questi fondi. «In realtà - spiega ancora la Nardi - per il prossimo anno, nonostante i tagli, la regione ci ha detto di avere ancora fondi a diosposizione anche se ridotti. Il vero caos potrebbe cominciare dal 2012 quando anche le casse di Firenze potrebbero essersi svuotate.  Per questo a ottobre a Massa è stato convocato un seminario con sindacati, politici ed esperti del settore per studiare nuove formule per aiutare le famiglie disagiate ma anche le persone che vivono nella "zona grigia" e che potrebbero trovarsi in difficoltà, anche momentanea, per imprevisti.  «Bisogna - spiega la Nardi - trovare nuove forme di affitti concordati e canoni moderati. Anche per creare una mobilità all'interno delle stesse case popolari. Senza aiuti di questo genere la tensione sociale rischia di salire».

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