Il Tirreno

Si indaga sui conti in Svizzera

Alessandra Vivoli
La Volpi Holding e a sinistra il pm Federico Manotti
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La Volpi Holding e a sinistra il pm Federico Manotti

Crac Volpi: la procura chiede la rogatoria sui beni esteri

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 CARRARA. Una rogatoria sui conti correnti in Svizzera. Per fare ulteriore chiarezza sulle scatole cinesi (società estere comprese) coinvolte nel crac dell'immobiliarista Giuseppe Volpi. Nei giorni scorsi è stato nuovamente interrogato dal pm Federico Manotti il consulente fiscale del Canton Ticino Rudy Cereghetti, per il quale è stato presentato ricorso al tribunale del riesame per la revoca degli arresti dominciliari.  Il consulente svizzero collabora. Il consulente fiscale del Canton Ticino Rudy Cereghetti è l'unico dei tre professionisti coinvolti nell'inchiesta della procura, con l'accusa di associazione a delinquere per bancarotta fraudolenta in concorso con il costruttore edile carrarese, che resta ancora agli arresti domiciliari. Misura cautelare che, invece, è stata revocata, alla fine del luglio scorso, per l'avvocato Tavarelli e per il commercialista Della Santina. Cereghetti è stato nuovamente interrogato dal pm Federico Manotti. E si è dichiarato disposto a collaborare. Anche per fare luce sulla pista dei conti bancari in Svizzera.  La vicenda. Volpi venne arrestato a fine marzo 2009 assieme ad altre cinque persone per il crac della sua holding: il fallimento di un impero immobiliare stimato in almeno 13 milioni di euro a seguito dell'inchiesta aperta, dopo la dichiarazione di fallimento del gruppo di società che faceva capo alla H.L.C. Spa (riconducibile all'immobiliarista Giuseppe Volpi), la Finanza eseguì ordinanze di custodia cautelare chieste dal pm Federico Manotti, e firmate dal gip Laghezza.  Secondo gli inquirenti, Volpi e le altre persone coinvolte nell'indagine, sarebbero stati promotori di società create appositamente per distrarre beni e capitali dal gruppo fallito. Nel prosieguo delle indagini, la magistratura ritenne di avere individuato coloro che avrebbero aiutato Volpi nell'ideare un sistema che, secondo l'accusa, sarebbe servito a vendere tutti gli immobili di proprietà del gruppo, per sottrarli al fallimento, con conseguenti problemi per creditori, e per cittadini che avevano versato anticipi per l'acquisto di case. E quindi erano state formulate accuse ed erano scattati i provvedimenti restrittivi, nei confronti di Cereghetti, Della Santina e Tavarelli.  A fine luglio la misura cautelare era stata revocata per Tavarellie Della Santina, mentre per il consulente fiscale svizzero del Canton Ticino, Rudy Cereghetti, era stata trasformata in arresti domiciliari, in un immobile della nostra zona.  Il maxi sequestro. L'accusa si è basata su tutto il materiale che le Fiamme Gialle avevano sequestrato all'immobiliarista 47enne, e anche su file audio di computer anch'essi sottoposti a sequestro (Volpi avrebbe registrato conversazioni avute con i tre professionisti). Un insieme di elementi raccolti, che secondo l'impianto accusatorio, sono sufficienti a configurare i reati di associazione a delinquere, bancarotta e truffa.  Ordinanza di sgombero ai Loggiati. Una vicenda complessa, collegata al crac Voilpi. Ma che questa volta non vede protagoniste società all'estero e conti svizzeri ma, 32 famiglie che abitano nel condominio I Loggiati, in località San Francesco. Stabile costruito nel 2002 dalla società paradiso, dell'immobiliarista Giuseppe Volpi. Gli appartamenti non hanno dichiarazione di agibilità e stabilità. E quella di fine lavori. Il Comune nel febbraio scorso ha emesso ordinanza di sgombero, chiedendo ai condomini di mettersi in regola. Nei giorni scorsi si è concluso l'iter, e sono state consegnate le notifiche. Adesso lo sgombero dovrebbe essere effettivo.

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