Sicurezza
Otto scultori giapponesi in mostra
Un gemellaggio nel nome del marmo
Sara Ligutti
◗
Luca Ragoni e il giapponese Seiichiro Takahashi 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. La città si apre al Giappone. Nel nome del bianco. Una mostra di otto scultori nipponici legati a Carrara e al marmo. E la visita del capoufficio della sezione cultura dell'ambasciata giapponese in Italia, Seiichiro Takahashi, come occasione per stringere rapporti fra Carrara e il paese del Sol Levante. E fra le intenzioni dell'amministrazione, spiega il presidente del Consiglio comunale Luca Ragoni, c'è anche quella di «rinforzare e sviluppare i rapporti con le città gemellate, e magari capire se hanno interesse anche per gli imprenditori». La mostra. La mostra s'intitola Miyabi ed è nell'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti. Dopo l'inaugurazione di ieri rimarrà aperta fino al 9 di ottobre (lun-ven: 9-190; sab: 9-13; dom: chiuso), per poi spostarsi dal 15 al 27 dicembre al Museo Venanzo Crocetti di Roma. Le opere esposte, quasi tutte in marmo, sono quattordici, ed appartengono ad otto artisti giapponesi contemporanei che si sono formati sul territorio carrarese: Mariko Isozaki, Itto Kuetani, Maki Nakamura, Yoshin Ogata, Tatsumi Oki, Isao Sugiyama, Kenji Takahashi e Manzen Yabe. Le loro opere hanno ricevuto numerosi premi e sono esposte in tutto il mondo. L'ambasciatore Takahashi si è detto «onorato di essere qui, perché i giapponesi amano molto l'Italia». Monica Ferrarini, una delle curatrici della mostra insieme a Paola Galeotti, spera che questo sia «un punto di partenza per creare altri momenti di collaborazione. L'obiettivo della mostra è dimostrare che il marmo non è superato, ma è ancora un materiale nobile e apprezzato a livello internazionale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
