Il Tirreno

Guerra delle bollette, nulla di fatto

Gianluca Uberti
Un rubinetto dell’acqua
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Un rubinetto dell’acqua

Lunigiana Acque non fa sconti e chiede il deposito cauzionale di 66,86 euro

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 AULLA. Guerra delle bollette. Il tanto atteso incontro di giovedì pomeriggio fra i vertici dell'Amministrazione comunale e Lunigiana Acque spa sulla questione del discusso deposito cauzionale, alla fine, si è concluso con un nulla di fatto. «Un pareggio a reti bianche»: così lo definisce, scomodando termini calcistici, il sindaco di Aulla, Roberto Simoncini.  Il sindaco Simoncini si è recato all'incontro accompagnato dall'assessore comunale all'ambiente, Giovanni Schianchi, e dall'ex consigliere comunale e delegato comunale alle risorse idriche, Paolo Sordi.  Dall'altra parte del tavolo ad attenderli, per Lunigiana Acque spa, c'erano il direttore Gianfranco Macchiarola e l'amministratore delegato, dottor Saccani.  La sensazione è che la posizione di Lunigiana Acque spa sia rimasta immutata e che sia stata ribadita la legittimità della richiesta agli utenti di una maggiorazione di 66,86 euro a titolo di deposito cauzionale, per metà sulle bollette pervenute ad agosto, per l'altra metà sulle prossime bollette. Insomma quel deposito, secondo il gestore del servizio idrico, gli utenti devono sborsarlo.  Una vera e propria guerra delle bollette. Tutti sanno, infatti, che cosa successe a fronte della richiesta avanzata dalla Lunigiana Acque. A seguito di questo avviso stampato sulle bollette, poco prima di Ferragosto era scoppiato un autentico putiferio ad Aulla e fra i cittadini - utenti, infuriati, era dilagata l'intenzione di procedere all'autoriduzione delle bollette.  In questo erano stati, quindi, supportati concretamente, con la messa a disposizione di moduli da presentare a Lunigiana Acque spa per l'autoriduzione, prima dalla Lega Nord e dal gruppo consiliare di minoranza "Idee in Comune", poi dall'Amministrazione comunale.  Quest'ultima, tra l'altro, aveva messo in discussione, da subito, il deposito cauzionale della discordia.  Ma torniamo all'oggi e ascoltiamo quello che ha da dirci sull'incontro il primo cittadino aullese, raggiunto telefonicamente: «Innanzitutto, abbiamo sollevato perplessità sull'opportunità, da parte di Lunigiana Acque spa, di richiedere questo deposito cauzionale».  Avete poi acquisito un parere legale in merito? Chiediamo al sindaco.  «C'è chi dice - risponde il sindaco di Aulla - che Lunigiana Acque spa può richiedere il deposito cauzionale anche a 14 anni dalla stipula dei contratti con gli utenti (come è accaduto ad agosto ndc) e c'è chi dice, invece, che non lo può fare».  «Per questo - continua Simoncini - abbiamo deciso di consultarci con gli altri Comuni serviti da Lunigiana Acque spa, Podenzana e Tresana, per vedere il da farsi e presto incontreremo l'Ato delle acque per avere consigli in merito».  Ricordiamo che Lunigiana Acque spa, l'ente che gestisce l'acquedotto aullese, ha una convenzione in essere con il Comune di Aulla, che scade il 31 dicembre 2010 per effetto del decreto Ronchi, decreto che rende, di fatto, obbligatorie le gare per l'affidamento del servizio idrico da parte degli enti locali e stabilisce la cessazione delle concessioni frutto di una assegnazione diretta.  «Però, fino a quando non sarà espletata la gara, a gestire il nostro acquedotto - conclude Simoncini - sarà Lunigiana Acque spa».

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