Il Tirreno

La nuova banca. Jacopo Ferri: sono amareggiato, siamo meglio rappresentati in politica

Carige, via i pontremolesi

Alessandra Vivoli
Il professor Giuseppe Benelli
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Il professor Giuseppe Benelli

Nei nuovi assetti di Cda e Fondazione spariti i lunigianesi

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 PONTREMOLI. I lunigianesi scompaiono dalle stanze dei bottoni della banca Carige. La lobby pontremolese aveva un ruolo importante nell'istituto di credito di Genova: un consigliere nel Cda (l'avvocato Andrea Baldini) e il presidente della Fondazione, Vincenzo Lorenzelli. Questo fino al 2006. Oggi la presenza lunigianese è stata azzerata: e il territorio, certo, non ringrazia.  La lobby pontremolese in Carige. Fino a 4 anni fa nell'istituto di credito genovese la Lunigiana era degnamente rappresentata.  A capo della Fondazione Carige era stato nominato, infatti, il pontremolese Vincenzo Lorenzelli: suo era anche il ruolo al vertice del consiglio di indirizzo e guida di due società importanti, legate alla Fondaizoen stessa: la Arte e cultura srl e le Opere sociali srl.  Questo significava, per tutto il territorio, un'attenzione particolare: la garanzia, più che altro, di avere una rappresentanza che conta all'interno di una Fondazine che, è bene ricordarlo, ha facoltà di investire ogni anno decine di milioni di euro.  Stessa banca, la Carige, ma questa volta si parla proprio dell'istituto di credito. Nel consiglio di amministrazione, siamo sempre nel 2006, figurava l'avvocato di Pontremoli Andrea Baldini.  E, insieme a lui una nutrita presenza: il professor Giuseppe Benelli e l'ex rettore del Università di Genova, Sandro Pontremoli (di Pontremoli).  Azzerata la rappresentanza lunigianese in Cda e Fondazione. C'era una volta, quindi, la lobby pontremolese. Adesso nella capogruppo genovese la presenza di esponenti della Lunigiana è stata azzerata e i due rappresentanti, di grande levatura, che restano nel mondo bancario che conta, devono accontentarsi di poltorne in altri cda di istituti di credito, non necessariamente collegati a Carige.  Il professor Giuseppe Benelli resta nel Cda della Cassa di risparmio di Spezia (Carispe). Mentre per l'avvocato Andrea Baldini la poltrona è nel consiglio d'amministrazione della Cassa di risparmio di Carrara. «Carige è diventata una banca di respiro nazionale - afferma il professor Benelli - E quindi non va più considerata un gruppo soltanto legato a Genova e alla Liguria, ci sono rappresentanze da tutto il paese». Se il professor Benelli trova naturale il cambio della guardia, e la meno rappresentatività dei pontremolesi all'interno di Carige, il commento del consigliere regionale Jacopo Ferri è molto più amaro.  Jacopo Ferri amaro: era una presenza importante. «Mi dispiace che non ci siano più illustri rappresentanti della Lungiana all'interno di Carige - commenta il consigliere regionale Ferri - Se è così, posso solo usare il condizionale perché al momento non conosco ancora bene le nuove composizioni di Fondazionee Cda dell'istituto di credito genovese, non posso che considerarla una cosa negativa per la nostra terra. Non solo a livello di rappresentanza ma anche per quel che avere uomini lunigianesi in ruoli importanti, può significare per il territorio».  Per Ferri la strada da seguire è quella già applicata alla politica.  «La lobby lunigianese in politica è molto ben rappresentata - spiega - Abbiamo, me compreso, tre consiglieri regionale, e Lucuio Barani che siede in parlamento. È questo il percorso: dobbiamo dimostrare di essere in grado di avere ruolo importante un po' in tutti gli ambiti. Non solo nel mondo della politica ma, non dimentichiamo quanto sia fondamentale, anche in quello bancario».

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