Il Tirreno

Varia chiama l'architetto Zacutti

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TUTTI I PROGETTI. Accanto, Stefano Varia, titolare della società Sotto Lorenzo Schiaffino parla al dibattito dell’Idv sul porto

La società ha voluto l'ideatore di Porto Lotti

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 MASSA. La società Varia Costruzioni ha fatto ricorso al Tar (vedi articolo a fianco) per non aver potuto prendere visione di tutti gli atti allegati al progetto presentato dal gruppo Acquamarcia. In attesa della pronuncia del tribunale amministrativo, la società non perde tempo: presenta il suo progetto di porto turistico. E lo deposita sia agli uffici attività produttive del comune di Massa, sia a quelli dell'Autorità portuale. La società Varia è un nome importante del settore costruzioni in lucchesia e in Versilia. Un esempio per tutti: ha realizzato il pontile di Lido di Camiaore, quello a due piani e con tanto di bar di fronte al mare.  E la società, in questo caso, si sarebbe affidata ad un architetto che in tema di progettazione portuale ha già un bel po' di esperienza dietro le spalle. Si tratta di Lorenzo Zacutti. È lui, infatti, ad aver progettato Mirabello e Porto Lotti a La Spezia.  L'idea di porto turistico firmata Zacutti è top secret: sono pochissime le indiscrezioni. Anche se sembra che quel progetto preveda la riduzione della superficie complessiva destinata all'infrastruttura. Nessuna notizia, invece, sui posti barca complessivi. Verrebbe notevolmente ridimensionata anche la porzione di abitativo, insomma, lo spazio complessivo da destinare alla realizzazione di appartamenti fronte mare. Un'opera, quella di Varia, in cui il livello più alto sarebbe in corrispondenza del viale da Verrazzano, le strutture portuali vere e proprie sorgerebbero, invece più basse, al livello del mare.  E lungo il viale sarebbe realizzato anche un parco con tanto di dune perché il porto sia fruibile a tutti, massesi e carraresi in primis. La progettazione vera e propria, infatti, è stata preceduta da un'analisi del territorio che avrebbe portato - questa l'intenzione dei progettisti - ad una struttura integrata nel tessuto sociale. Non verrebbe toccata assolutamente la darsenetta, quella dei pescatori, non sarebbe modificato il corso del Lavello che sfocerebbe in mare aperto. Non soltanto, la società avrebbe commissionato il censimento dei posti barca del Club Nautico per garantire quegli stessi posti all'interno del porto, destinando anche spazio alla cosiddetta nautica sociale (quella del pescatore o del pensionato che si gode il mare con il suo gozzo). In campo ci sarebbero, infatti, anche convenzioni per permettere di ormeggiare a prezzi competitivi. Insomma, un porto non solo per yacht. E - nell'idea di chi lo propone - pensato anche e soprattutto per massesi e carraresi. C.S.

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