Il dolore
Operaio Eaton: basta sfruttare il territorio
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MASSA. Per Giovacchino Pitanti parlare al microfono davanti ad una platea non è - come per la maggior parte di noi - cosa rara. Lui ci è abituato. Lo fa ogni mercoledì all'assemblea dei lavoratori Eaton. Rappresentante sindacale, nella Rsu, riferisce decisioni - o mancate decisioni - ai suoi colleghi. Ieri l'onorevole Fabio Evangelisti lo ha invitato a portare il suo contributo al dibattito. E lui ha accettato per ricordare che ci sono 300 famiglie che rischiano di ritrovarsi con nulla tra le mani. «Siamo senza lavoro - ha spiegato - per il comportamento squallido di una multinazionale, la Eaton, che in questo territorio ha guadagnato soldoni. Che fa trattative per decine di milioni di euro sui mercati internazionali e che non è disposta a tirare fuori 800mila euro. La cifra - spiega - necessaria per fare richiesta di cassa integrazione in deroga, né è disposta a cedere le aree perché altri soggetti possano insediarsi e garantire lavoro». Così quelle 300 famiglie festeggeranno il prossimo Natale con una lettera di licenziamento sotto l'albero. E l'intervento del sindacalista diventa l'occasione, in seno al dibattito, per discutere della qualità degli investimenti, anche quelli - eventuali - legati al porto. Perché - questo il senso - chi investe sul territorio sia disposto a dare il suo contributo vero e non colga soltanto l'occasione per far affari. Senza lasciare nulla al territorio, ai cittadini, ai lavoratori. In una parola alla collettività.
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