Finanza
«Noi della Frezza senza i pulmini»
Barbara Monaco
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Trasporto scolastico e i suoi problemi in primo piano Protestano un gruppo di genitori, almeno venti bambini tagliati fuori
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CARRARA. Troppi i bambini esclusi dal servizio di trasporto scolastico iscritti alla Scuola Elementare Frezza di Pontecimato. Questo denunciano i genitori in un incontro con l'Assessore Giovanna Bernardini ed il dirigente Ildo Fusani. Che il trasporto scolastico comunale abbia dovuto subire ridimensionamenti è cosa nota e all'origine della decisione, tra diversi fattori, in primis spicca quello economico. I tagli cui si assiste impongono una razionalizzazione dei costi e così, se la retta per usufruire del servizio sale, i percorsi dei pulmini diminuiscono. Al di là di questo però, le problematiche che investono la scuola sembrerebbero spingersi oltre rispetto agli inconvenienti arrecati alle famiglie delle altre scuole del territorio. Se su tutto il territorio comunale su oltre 700 bambini che avevano fatto domanda, dai primi 518 che avevano potuto realmente aggiudicarsi il servizio si è riusciti ad oggi a superare i 600, le stesse percentuali non sembrerebbero spettare all'istituto di Pontecimato: su 88 bambini infatti, più di 20 sarebbero rimasti fuori, sfiorando quindi una percentuale del 30%. «Il ridimensionamento del servizio - spiega il dirigente Ildo Fusani - è dovuto da più fattori, nonché da alcune criticità emerse, che abbiamo tentato di riportare alla normalità». A fine 2008 infatti ci si sarebbe trovati di fronte ad una situazione atipica in cui buona parte dei bambini che facevano uso dello scuolabus non ne avevano effettivo titolo, mentre un 10% degli aventi diritto ne restavano fuori. Un altro problema riguardava quella che Fusani definisce «un'interpretazione personale del tragitto» fatta dagli autisti che faceva sì che le soste venissero cambiate secondo esigenze particolari. Insomma, la necessità era quella di regolamentare il tutto maggiormente, evitando così possibili facilitazioni per qualcuno a scapito di altri. Nonostante ciò comunque, a fine incontro, la problematicità particolare in cui sembra versare la situazione del Frezza è emersa, tanto da far impegnare l'assessore Giovanna Bernardini ad avere un ulteriore incontro con le famiglie. «Stiamo tirando giù una lista dettagliata delle famiglie escluse», spiega il rappresentante dei genitori Pietro Battistini, «e lunedì la faremo pervenire ad assessore e dirigente». La mancanza di un servizio di trasporto scolastico adeguato in una scuola come quella infatti, aggraverebbe una condizione già di per sé disagiata: la mancanza di marciapiedi renderebbe pericoloso il tragitto che i bambini costretti ad andare a scuola a piedi dovrebbero fare, con l'aggravante che l'ordinanza che proibisce il passaggio dei camion sulla provinciale dalle 8 alle 8.30 sembra non venga in realtà rispettata; in più i frequenti allagamenti durante la stagione invernale, che sarebbero causa di raffreddamenti dei piccoli che si troverebbero a stare in classe cinque ore con i vestiti bagnati. Non di secondaria importanza inoltre il fatto che la maggior parte delle famiglie escluse dal servizio scuolabus abbiano situazioni familiari particolari, come altri figli più piccoli cui badare, genitori anziani e invalidi, nonché parenti con handicap, impossibilitati quindi a stare a casa da soli. Seppur i parametri utilizzati per la graduatoria non riguardino le situazioni sociali, come avviene al contrario per i nidi, ma esclusivamente la lontananza effettiva dalla scuola, udite le difficoltà, l'assessore si è dichiarata pronta a trovare soluzioni alternative per condizioni effettivamente troppo svantaggiate.
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