Il Tirreno

La vicenda Eaton. Il presidente della regione Rossi: «Prospettive concrete per i lavoratori»

Il piano Carbon c'è ma resta segreto

Gabriele Dini
Contestazioni davanti alla Eaton
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Contestazioni davanti alla Eaton

Il 30 settembre il progetto verrà presentato in un incontro al ministero

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 MASSA. Dopo il dolore la speranza. A meno di 24 ore dall'annuncio delle lettere di licenziamento per 340 dipendenti Eaton, il presidente della Regione Enrico Rossi vola a Roma e incassa l'apertura di un tavolo tecnico con il governo e la Global Carbon.  Nell'incontro dovrebbe essere presentato il piano industriale redatto dai rappresentanti della società, la Global Carbon appunto, che dovrebbe subentrare alla Eaton.  La nuova riunione è previsto per il 30 settembre a Roma al ministero dello Sviluppo economico.  Come annunciato dalla Regione, all'iniziativa prenderanno parte tutti i soggetti interessati, gli imprenditori che hanno presentato il progetto, Fidi Toscana, Sici e Invitalia.  L'annuncio è arrivato dopo che il presidente della Regione Enrico Rossi si è incontrato a Roma con il responsabile dell'unità di crisi del ministero dello Sviluppo Economico Giampiero Castano, al quale ha illustrato il progetto industriale presentato dal gruppo di imprenditori che stanno dietro al progetto Global Carbon. Sui finanziatori del progetto c'è ancora riserbo («in questo momento non è possibile rivelare i nomi per non compromettere la trattativa», spiegano dall'entourage di Rossi) anche se fonti sindacali parlano di importanti imprenditori nautici e grossi gruppi industriali.  «E' importante aver fissato la data - commenta il presidente Rossi - perchè l'incontro del 30 servirà a fare una prima verifica sulle possibilità di realizzazione del progetto. Noi siamo convinti che si tratti di un'ipotesi molto concreta, che apre prospettive serie per l'azienda e per i lavoratori preoccupati per l'esaurimento degli ammortizzatori sociali».  L'ultimo incontro era avvenuto in estate ma non aveva visto la partecipazione degli imprenditori che stanno dietro al nuovo progetto industriale (ai partecipanti era soltanto arrivata una lettera della Global). Un successivo incontro tecnico aveva portato a una richiesta di un piano industriale con strategie finanziarie e documenti che comprovino la copertura finanziaria. Stando alle dichiarazioni di Rossi quelle richieste dovrebbero essere state, almeno un parte, esaudite. E l'incontro del 30 darà anche un "volto" agli imprenditori dietro al progetto su cui puntano tutti per evitare il disastro occupazionale che potrebbe seguire al disimpegno della Eaton dopo il 14 dicembre.  Ma le necessità dei lavoratori che dopo quella data rischiano comunque di trovarsi senza un soldo restano in primo piano.  Così i sindacati hanno detto di voler continuare con il presidio nella fabbrica e con manifestazioni, anche eclatanti, da decidere giorno per giorno.  «La Eaton - spiega Alessio Castelli, segretario provinciale della Fiom-Cgil - non può andarsene lasciando i lavoratori nel dramma. Noi vogliamo la cassa integrazione in deroga, su questo non transigiamo».

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