Finanza
Far West in un bar, coltelli e sangue
Cinzia Carpita
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Il bar Mony con la vetrina rotta e sotto la titolare Monica Padulo Scontro fra marocchini. La titolare: notte da incubo, piovevano vetri, sono scappata
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CARRARA. «Sono volati coltelli e bicchieri, dopo un po' c'era sangue dappertutto, io mi sono trovata sotto una piaggia di vetri e sono scappata fuori dal locale. Poi è arrivata la polizia». E' il drammatico racconto di una notte da Far West: quella vissuta da Monica Padulo, 35 anni, titolare del Bar Mony in viale XX Settembre all'incrocio con via Brigate Partigiane. Insieme al suo compagno, verso le 22 di mercoledì stava per chiudere il locale quando è successo il finimondo. Protagonisti di una violenta colluttazione, quattro giovani marocchini. Due nordafricani sono stati bloccati nel bar dalla polizia, che ha poi rintracciato e identificato il terzo che era fuggito assieme a un altro, del quale sono in corso ricerche. Per ora sono scattate tre denunce nei confronti dei marocchini identificati. Questo il racconto della giovane titolare del bar Mony: «Diversi marocchini vengono ogni tanto nel mio locale, sono sempre stati clienti tranquilli, ma l'altra notte alcuni hanno avuto una discussione fuori del locale, li abbiamo fatti allontanare. Ma dopo poco, uno è entrato e improvvisamente sono arrivati anche altri tre». E' esplosa la colluttazione, che secondo la ricostruzione dellla polizia, sarebbe nata dall'aggressione subita da uno dei marocchini da parte dei connazionali. «Nel locale in quel momento non c'erano clienti, solo io e il mio compagno - continua la titolare - Hanno sfasciato la vetrinetta degli alimenti, buttato all'aria il locale senza arrivare, per fortuna alle mensole dientro al bancone del bar. Poi sono andati in cucina, hanno preso da un cestello i coltelli, si sono feriti. Il mio compagno ha cercato di calmarli. C'erano schizzi di sangue sui muri, sul pavimento. Abbiamo chiamato la polizia. Due marocchini sono scappati, altri due sono rimasti nella cucina». Erano ancora lì quando sono arrivati gli agenti del commissariato che li hanno bloccati. «Meno male - dice ancora Monica Padulo - che non c'erano clienti nel bar, perché era l'ora di chiusura, altrimenti non so come sarebbe andata a finire. Hanno buttato all'aria tutto, tegami, bicchieri, hanno rotto accessori, ammaccato il forno. Hanno preso i coltelli da cucina. Hanno rovesciato bottiglie di olio. Dovunque mi giravo, vedevo volare qualcosa. Mi sono trovata in mezzo a una pioggia di vetri, sono scappata fuori». L'arrivo della polizia è stato risolutivo ed ha tranquillizzato la titolare del bar, ma la sua paura è stata tanta. Ieri appariva ancora scossa per l'accaduto. Dopo che la "scientifica" ha svolto le indagini del caso, le ci sono volute ore per ripulire il locale messo sottosopra dai marocchini. «L'altra sera, dopo quello che era successo, mi ha chiamato - racconta un'amica della titolare - e quando sono entrata nel locale, mi sono spaventata. C'erano sangue e vetri dappertutto». Ieri era tutto di nuovo in ordine come sempre: un bar lindo e accogliente. Solo la mancanza del vetro del banco-alimenti a ricordare quella notte da incubo. I danni non sono stati ancora ben quantificati. «Penso che ammontino a 5000-6000 euro, - dice Monica Padulo - una vetrina nuova mi costerebbe 3.200 euro, se sarà possibile riparare quella frantimata mi ci vorranno circa 1.500 euro. Aprirò una causa civile per il risarcimento danni. Quei marocchini non devono più mettere piede nel mio locale». Non è la prima volta che vive momenti di paura nel suo bar: «Due anni fa un altro marocchino, ubricaco, mi minacciò con un bicchiere rotto. Intervennero alcuni clienti per aiutarmi. Presentai una denuncia, poi la ritirai perché risultò che quel tipo era la prima volta che "beveva" e che doveva ritornare nel suo Paese. Così lasciai perdere».
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