Le Fondazioni in campo con la Zero Sgr: sono 5 i progetti in lizza
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Il capitano Francesco Menconi: punta a una struttura allesterno della diga foranea 3 MINUTI DI LETTURA
MARINA DI CARRARA. Si avvicina il d-day, o, se preferite, l'ora X: le 12 di domani, venerdì 24. A quell'ora (salvo cambiamenti dell'ultimo momento dettati dal Tar Liguria se oggi dovesse accogliere le richieste di Varia e Agnese), secondo il toto-progetti, dovrebbero essere cinque i concorrenti in lizza. A partire ovviamente dal primo, quel Francesco Bellavista Caltagirone che con la sua mossa di inizio estate, depositando il progetto della "Poto turistico di Massa Carrara srl" ha di fatto avviato l'ambaradan del procedimento sulla base del decreto Burlando. Di Varia e Agnese, unite in un progetto, lo abbiamo anticipato grazie al deposito del ricorso al Tar; e siamo a due. C'è poi un altro colosso che si è mosso, cioé il mondo delle cooperative tosco-emiliane che, agganciato a Cna Nautica, a Condotte Immobiliari, all'armatore greco Kiriacoulis e a Teseco, si presenta agguerrito. Altro progetto dato per sicuro, quello dei campeggiatori e imprenditori turistici di area massese, uniti nella "Porto turistico apuano srl" presieduta da Lorenzo Schiaffino. La quasi certezza dell'ultima ora, e si tratterebbe sicuramente di un altro competitor di primo piano, è la decisione - già nell'aria da diverse settimane peraltro - di scendere in campo da parte della Zero sgr, la società di gestione del risparmio che fu promossa da Massimo Caputi e che ha al suo interno uno specifico fondo di investimento dedicato alla gestione del territorio e che punta allo sviluppo delle marine turistiche. Questo fono di investimento specifico vede come azionisti paritetici le tre Fondazioni bancarie della Cassa di Risparmio di Carrara, della Spezia e di Livorno. La conferma indiretta arriva dal presidente Alberto Pincione: «In effetti - spiega - come già era spiegato nella ragione sociale del fondo, fra i primari obiettivi di investimento ci sono i porti turistici. Visto che c'è questa opportunità di Marina di Carrara, la decisione di partecipare alla gara dovrebbe essere ormai ufficiale. Certo - aggiunge - dovremo poi aggregare altri investitori e partner tecnici». Ma non è da escludere che ci sia anche un po' di pretattica, visto fra l'altro che nella casa-madre - la Zero Sgr - potrebbero esserci delle variazioni nell'azionariato. Chissà insomma che già non ci siano ulteriori partner pronti a dare sostegno al fondo immobiliare a cui hanno aderito le Fondazioni delle Casse di Risparmio di Livorno, della Spezia e di Carrara (ciascuna con una dotazione iniziale di 7 milioni di euro). Insomma, il business turistico attira. E c'è anche chi insiste per realizzarne un altro, fin da subito. Davanti alla diga foranea. Il comandante Francesco Menconi, coordinatore comunale di Caccia Ambiente, non ha dubbi: «Insisto con questa proposta progettuale, aggiornata alla attuale situazione del litorale e nell'ambito dell'area portuale definita nel protocollo d'intesa del 2009 tra i Comuni di Carrara e di Massa (Porto Commerciale fino alla foce del Carrione e portualità turistica dal Carrione al rimessaggio Marchini nei comuni di Carrara e Massa). Il progetto - aggiunge - prevede: lo sviluppo del porto commerciale al suo interno senza alcun raddoppio dell'area portuale; la suddivisione dell'area portuale in tre settori (traffico passeggeri e commerciale, cantieristica navale) separati con ingresso indipendente e con l'eliminazione del traffico pesante nel centro di Marina; la costruzione di un porto turistico esterno alla diga foranea per la protezione ambientale della costa, per evitare l'insabbiamento del porto commerciale e favorire il trasporto litorale sedimenti verso Marina di Massa; la costruzione di un secondo porto turistico nell'area demaniale dei comuni di Carrara e Massa, con separazione al torrente Lavello, mediante opere marittime di raccordo con il piazzale Città di Massa per la protezione ambientale del litorale adiacente e nessun aggravio d'erosione». E aggiunge: «Con questo progetto sarà possibile mantenere e migliorare le attuali attività commerciali/cantieristiche e realizzare una Stazione Marittima, senza creare conflitti sociali tra le attività che gravitano nell'ambito del porto commerciale». M.B.
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