Il Tirreno

Inviate lo scorso agosto con 66,86 euro in più per «deposito cauzionale» causarono roventi proteste

Bollette maggiorate del servizio idrico scontro tra Comune e Lunigiana Acque

Gianluca Uberti
Cittadini in fila per pagare bollette
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Cittadini in fila per pagare bollette

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 AULLA. Si torna a parlare delle bollette dell'acqua pervenute agli utenti, recanti un avviso che spiegava che si doveva pagare una maggiorazione di 66,86 euro a titolo di deposito cauzionale, per metà sulle bollette pervenute ad agosto e per l'altra metà sulle prossime.  A seguito di questo avviso, poco prima di Ferragosto era scoppiato un autentico putiferio ad Aulla e fra i cittadini/utenti, infuriati, era dilagata l'intenzione di procedere all'autoriduzione delle bollette.  In questo erano stati quindi supportati concretamente, con la messa a disposizione di moduli da presentare a Lunigiana Acque spa per l'autoriduzione, prima dalla Lega Nord e dal gruppo consiliare di minoranza "Idee in Comune", poi dall'amministrazione comunale.  Quest'ultima, fra l'altro, aveva messo in discussione, da subito un deposito cauzionale della discordia, e proprio stamani il sindaco Roberto Simoncini incontrerà l'amministratore delegato di Lunigiana acque, dott. Saccani, per discutere della questione.  La posizione dell'amministrazione comunale non è cambiata e il primo cittadino aullese ribadirà il concetto a Saccani: vedremo, pertanto, che cosa scaturirà dall'incontro, se la società per azioni cederà ai rilievi del Comune di Aulla o proseguirà il muro contro muro.  Rilievi che erano contenuti in una lettera inviata lo scorso 12 agosto a Lunigiana Acque spa, lettera che il sindaco si era premurato di protocollare in municipio: «Con riferimento alla comunicazione pervenutaa buona parte dei cittadini, con la richiesta da parte di Lunigiana acque spa del pagamento, in due rate, di una "cauzione", l'amministrazione comunale pone seri dubbi sulla legittimità della vostra richiesta, fornita ai sensi dell'articolo 17 comma 2 del regolamento in vigore. In tal senso, l'amministrazione comunale si sta muovendo per acquisire parere legale sul tutto. L'amministrazione comunale chiede, inoltre, un preciso chiarimento rispetto alle motivazioni che hanno portato a tale richiesta 14 anni dopo la stipula del contratto, quindi, in attesa di un incontro che chiarisca, in maniera univoca, la questione, chiediamo di posporre - concludeva Simoncini - per ulteriori 15 giorni i termini di scadenza per pagamenti richiesti ai cittadini aullesi».  Richiesta, quest'ultima, che non veniva accolta.  Ricordiamo, infine, che Lunigiana Acque spa, l'ente che gestisce l'acquedotto aullese, ha una convenzione in essere con il Comune di Aulla, che scadrà il 31 dicembre 2010 per effetto del Decreto Ronchi, decreto che rende, di fatto, obbligatorie le gare per l'affidamento del servizio idrico da parte degli enti locali e stabilisce la cessazione delle concessioni frutto di un'assegnazione diretta.

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