Il Tirreno

Spiagge libere in alto mare

C.C.
Fabio Traversi e la spiaggia dell’idrovora
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Fabio Traversi e la spiaggia dell’idrovora

Commissione arenata sui punti ristoro, ora serve il parere dell'Asl

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 CARRARA. Il passaggio delle spiagge libere dal Comune a gestori privati si sta rivelando più complicato del previsto. E c'è il rischio concreto che la prossima stagione estiva l'amministrazione debba riaccollarsele (visto che l'unica convenzione, quella sulla Fossa Maestra, è in scadenza) e rispendere altri 50mila euro e più per la manutenzione degli arenili: questo avverrà se la commissione attività produttive non riuscirà a stringere i tempi tecnici per la formulazione del bando, per l'eventuale variante al piano dell'arenile e per dare l'imput politico sui punti-ristoro in riva al mare.  Il nodo più grosso da sciogliere riguarda proprio i chioschi per la somministrazione di alimenti e bevande, ma c'è anche il dilemma sul numero di bagni pubblici e di docce necessari rispetto agli utenti delle tre aree denominate Fossa Maestra, Paradiso, Idrovora.  La commisssone attività produttive presieduta da Fabio Traversi ne ha ridiscusso ieri, alla presenza di una addetta dell'ufficio commercio che in questi giorni consulterà l'Ufficio igiene dell'Asl per un parere di natura igienico sanitaria.  Il piano dell'arenile, vecchio di anni, prevede un punto ristoro all'ex idrovora, ma ce n'è già uno alla Fossa Maestra. La commissione vuol sapere, rispetto alle volumetrie previste dal piano dell'arenile, cosa è possibile fare. Complessivamente per bagni, docce e ristoro sono indicate le seguenti volumetrie: 150 mc alla Fossa Maestra, 99 alla Rotonda del Paradiso, 100 all'idrivora. Calcolando, secondo le norme sanitarie, il numero di docce e bagni necessari, quanto spazio resta per i punti ristoro? E saranno solo bar oppure potranno anche preparare gli alimenti? Sarà possibile realizzare tre strutture standard (rimanendo nei parametri del piano)? In caso contrario sarebbe necessaria una decisione politica: cioè se sacrificare qualcosa, oppure attrezzare meglio tutte e tre le spiegge con una variante al piano dell'arenile. Ci vorrebbero circa 4-5 mesi di iter burocraticoper una variante, prima di poter emettere il bando per l'affidamento in gestione a privati.  Nella commissione ci sono gli ottimisti che sostengono «ce la possiamo fare», ma anche i dubbiosi che però non si scoraggiano. Martedì prossimo, nuova riunione della commissione attività produttive (che, per velocizzare le decisioni dovrebbe coordinarsi con quella urbanistica presieduta da Pietro Giorgeri), dove è atteso il parere dell'Asl. Che forse, poteva essere chiesto un po'prima.

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