Proteste
Rubano nelle auto, condannati
◗
Una pattuglia dei carabinieri in servizio a Marina I carabinieri li hanno beccati con la refurtiva
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Hanno pensato di racimolare qualche soldo rubando borse e portafogli dalle auto parcheggiate. Ma a loro è andata male: sono stati beccati dai carabinieri. E, due giorni dopo, si sono trovati davanti al giudice. Un processo per direttissima durante il quale hanno dovuto difendersi dall'accusa di furto. Tutto comincia la notte tra sabato e domenica. Sono le due del mattino e due giovani cognati (G.B, 28 anni e G.C, 26) decidono di mettere a segno il colpo. In via Veneto, a due passi dal Lungomare, adocchiano alcune macchine parcheggiate. Qualcuno ha lasciato la borsa in bella vista, sul sedile posteriore, magari per non portarsi dietro l'ingombrante borsetta e godersi la serata a suon di musica nei locali del litorale. Ma ai due ragazzi sinti, residenti a Massa, il "dettaglio" non sfugge, tanto che decidono di non farsi scappare l'occasione. E passano all'azione: rompono i vetri delle tre auto e portano via le borse. All'interno chiaramente ci sono i documenti, i portafogli (in uno trovano 70 euro), carte di credito e tutti gli oggetti che le signore sono abituate a lasciare in borsa: dal cellulare agli occhiali sa sole. I due cognati, refurtiva alla mano, se la danno a gambe, raggiungono la loro auto e partono, nel tentativo e nella speranza di far perdere ogni traccia. Ma le cose non vanno nel verso giusto per loro: mettono in moto e sfrecciano su un'auto di grossa cilindrata per le viuzze di Bondano e Partaccia. Ma fanno in tempo a percorrere pochi chilometri: una pattuglia dei carabinieri li nota e li ferma. I militari controllano l'interno dell'auto e sotto il sedile posteriore trovano alcuni strumenti da scasso: cacciaviti e torcia. Non solo, la sorpresa è nel portabagagli dove sono state riposte due borse: davvero strano, visto che alla guida ci sono due uomini. Chiedono spiegazione e i ragazzi, dopo qualche reticenza, ammettono di averle rubate. Indicano anche il luogo in cui è avvenuto il furto. E lunedì mattina si è svolta la direttissima di fronte al giudice Antonia Aracri. Difesi dall'avvocato Enzo Frediani, hanno ammesso le loro responsabilità e si sono dichiarati disponibili a risarcire il danno causato con il furto. Uno di loro, G.B, quello di 28 anni, avendo precedenti per reati simili, è stato condannato a 10 mesi senza condizionale, ha ottenuto, però, i domiciliari. Per l'altro la condanna è a 8 mesi con la condizionale, ma è stato rimesso in libertà. C.S.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
