Il Tirreno

Identikit dei nuovi consumatori: si comincia col crack a 12 anni

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 CARRARA. Fumano crack e usano sostanze allucinogene. E abusano di alcol. Spesso hanno meno di 15 anni, dai 12 in su per la precisione. I genitori a volte lo scoprono quando cominciano a sparire da casa i monili d'oro. O i soldi. È questo l'identikit dei nuovi consumatori di droghe, secondo i dati fotografati, con la consueta efficienza dal settore dei servizi sociali del Comune.  E una precisazione è d'obbligo: i ragazzi che utilizzano droga nella fase preadolescenziale non provengono da famiglie problematiche, magari già a carico dei servizi comunali. Tutt'altro: spesso il pericolo si annida in fasce sociali medio-alte. I genitori lo scoprono dalle forse dell'ordine, che fermano i figli in motorino e gli trovano addosso l'hashish. O dai presidi della scuola. E c'è un altro dato importnate, e che fa ben sperare: se presi in tempo i ragazzi così giovani che fanno uso sporadico di droghe possono uscirne.  «Come servizio - spiega la dirigente Daniela Tommasini - abbiamo casi di minori, 14 e 15enni, scoperti a fare uso di droghe dell'ultima generazione, allucinogeni e crack. Di fronte a questa scoperta le famiglie reagiscono con la disperazione. Anche perché il fenomeno può annidarsi ovunque: è cambiato il modo di consumo droghe e tipologia delle droghe assunte. Per non parlare degli alcolici dove l'età in cui si comincia a bere è scesa ai 12 anni».  «Nelle scuole il problema c'è - continua nella sua analisi a caldo la dirigente del Sociale del Comune di Carrara - Lo sappiamo dai direttori scolastici, dai presidi che ci chiamano per comportamenti aggressivi in classe. Spesso queste esplosioni di ira, o uno stato dia agitazione perenne, derivano da un uso di droghe. Non si può catalogare la tipologia di consumo riguarda ambo i sessi, sia i ragazzi che le ragazze».  «Le famiglie che si trovano alle prese con il problema della droga sono il più delle volte molto attente, genitori, insomma che vanno a sentire i professori, che seguono i propri figli - continua - Scoprono di avere questa emergenza in casa quando cominciano a sparire gli oggetti d'oro. Per loro la situazione diventa doppiamente difficile: a volte rifiutano il problema e cosa diventa ancora più complicato da affrontare e da recuperare perché anche se i genitori collaborano hanno sempre l'impreparazione a misurarsi con il mondo della droga».  Un quadro difficile. Dove però non manca un messaggio di speranza, rivolto sia ia ragazzi che alle famiglie.  «Non sono solo dati al negativo - conclude la Tommasini - perché, e questo è bene sottolinearlo, se presi in tempo molti dei casi si risolvono. Con l'aiuto di un psicoterapeuta, dell'Asl e del Sert i ragazzini possono essere recuperati. Non ci sono danni così gravi quando la famiglia se ne accorge in tempo». A.V.

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