Il Tirreno

«Genitori e docenti state attenti a ogni piccolo cambiamento»

2 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. «È una realtà preoccupante perché ha fatto venire allo scoperto il fatto che l'uso e lo spaccio di droga ormai sono all'interno della scuola. Nel caso dell'istituto scolastico di Marina di Carrara frequentato dal diciottenne arrestato è una certezza». Dal tono della voce del sostituto procuratore Federico Manotti si capisce che è una vera e propria emergenza. Che la procura di Massa-Carrara ha recepito pienamente, tanto che dall'inizio delle indagini alla concessione della custodia cautelare sono passati sette mesi. Davvero un'inchiesta lampo, dato il tipo di reato.  Manotti non vuole mollare la presa: «A scuola è entrata la cocaina, così anche chi adoperava la falsa giustificazione delle droghe leggere come hashish e marijuana è sistemato. Gira roba pesante in un luogo dove invece si dovrebbe studiare. E questo non va bene. Dobbiamo cercare di prevenire il fenomeno, quando arriviamo noi ormai siamo nella fase repressiva. Segno che qualcuno deve fare qualcosa per arginare il fenomeno».  Quello del sostituto procuratore non è un appello, semmai è un consiglio: «Genitori e insegnanti devono essere le nostre sentinelle. È più facile, o almeno dovrebbe esserlo, per chi sta a contatto con questi ragazzi capire se stanno cambiando atteggiamento. Devo dire che alcuni uffici di presidenza ci hanno aiutato, il dirigente dell'istituto professionale dove è stato accertato lo spaccio è uno di questi. Ma evidentemente non basta, evidentemente bisogna fare qualcosa di più».  Manotti aveva lanciato l'allarme droga nelle scuole a inizio mese, alla vigilia dell'inizio dell'anno scolastico: il suo era un modo per far scattare i controlli negli istituti da parte di chi vive la scuola ogni giorno. «Anche perché le forze dell'ordine difficilmente possono entrare senza perdere la loro efficacia investigativa».  E proprio per evitare che dopo gli arresti si abbassi la guardia, il pm ribadisce che non è finita qui: «L'indagine continua, ci sono altre cose da accertare (per esempio chi riforniva i tre finiti in manette ieri mattina). È chiaro che lo spaccio non può riguardare soltanto quella scuola, è un fenomeno piuttosto diffuso temo. Abbiamo avuto altre segnalazioni, ma alla fine quello che ci avevano detto i presidi si è rivelato infondato». Ma sia il sostituto procuratore sia il capo della squadra mobile Enrico Tassi sono pronti a seguire quanto dicono docenti e dirigenti scolastici. «Anche se la cosa più importante è la prevenzione, quando arriviamo noi forse è già troppo tardi», conclude Manotti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web