Finanza
E in centro c'è ancora paura per il fiume
Mario Martignoni
Abitanti (e soprattutto le donne) esasperati: qui è tutto fermo...
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CARRARA. La paura dell'alluvione del 2003 non è passata negli abitanti di via Carriona, via Apuana, via Beccheria, via Lombarda, e zone limitrofe nel centro storico: e ora sono preoccupati e minacciano proteste perché da quando è stato trovato nel fiume un ordigno risalente all'ultima guerra, erano stati sospesi i lavori per lo sbassamento dell'alveo e per il rinforzo strutturale. Ieri dall'ingegner Sergio Altieri del Comune si è appreso che i lavori sono ripresi, con l'ok dell'"Ufficio bonifiche campi minati" di Padova. Ma, proprio per controllare se nel Carrione ci sono altri residuati bellici, ogni quantitativo di terra e detriti che sarà scavato dal fiume dovrà essere sottoposto a verifiche, per cui «ci vorranno circa due anni - dice Altieri - per sbassare l'alveo e rinforzare la base delle case prospicenti il Carrione, nel tratto fra Vezzala e San Martino». I finanziamenti ci sono: son quelli stanziati dalla Protezione civile per gli interventi di messa in sicurezza dopo l'alluvione del 2003. Ulteriori stop dei lavori non farebbero che inasprire gli animi già agitati degli abitanti del luogo, pronti - così dicono le donne - «a bloccare i camion che trasportano i blocchi di marmo, gli autobus di linea e le autovetture». Soprattutto le donne, sono decise a tutto. «Non abbiamo paura - dicono - anche se la polizia o i carabinieri ci prendono nome e cognome e ci denunciano per blocco stradale. Il Carrione, nelle condizioni in cui si trova, con l'avvicinarsi della stagione invernale, può creare disagi, anche gravi, come è successo nel settembre del 2003 quando a causa dello straripamento del fiume, morì una donna. Non vogliamo fare quella fine e neppure avere le nostre case invase dalle acque. Se non vanno avanti i lavori sotto il ponte di via Apuana e nella zona del mercato coperto, sarà battaglia». In quel tratto del torrente, i lavori erano stati sospesi dall'11 febbraio scorso: appunto quando fu trovato un ordigno sul greto. Dal cartello affisso dal Comune, i lavori di risagomazione dell'alveo avrebbero dovuto essere ultimati il 15 settembre del 2009 (650 giorni la durata contrattuale dei lavori). Nell'alveo del Carrione sono stati istallati dei tubi, sacchetti di cemento, ferri ed altro ancora, e gli abitanti temono che quel materiale per la messa in sicurezza, possa invece costituire un intasamento dell'acqua sotto il ponte. Il Comune ha programmato di demolire la fognatura esistente a lato del Carrione e di ricostruirne una nuova in Pvc.
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