Sicurezza
Bidelli-sorveglianti: questa la ricetta del preside Bianchi
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Il preside Luigi Bianchi 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «Non mi meraviglia quanto è successo: purtroppo la droga è un problema reale e i nostri ragazzi ne sono spesso vittimE. Ben vengano tutti i controlli delle forze dell'ordine. E anche la scuola sta già facendo la sua parte. Almeno per quanto mi riguarda». A parlare è Luigi Bianchi, un preside (del liceo classico Rossi, del linguistico e del sociale) «illuminato» e sempre pronto a dare una mano ai suoi studenti. Anche ricorrendo a una sorveglianza davvero speciale, quella dei bidelli: sono loro a controllare che nei bagni e accanto ai cancelli degli istituti non succeda nulla. «Per la verità in tutte le scuole c'è una forte attenzione verso questo tipo di problema - spiega Bianchi - Io credo che la cosa migliore, come diceva mia madre, sia "meglio avere paura che toccarla" ed è partendo da questo che mi sono sempre rapportato con i ragazzi, anche nei momenti difficili». «A volte - continua - abbiamo il sospetto che ci siano situazioni non troppo chiare - continua - e allora teniamo gli occhi più aperti o, all'occorrenza chiamiamo i genitori». A dare una mano nella sorveglianza anti droga, mette in evidenza il preside Bianchi, ci pensano i bidelli.. Sì, proprio loro, i collaboratori scolastici hanno un ruolo fondamentale: sono gli occhi in più del preside. «La nostra scuola è come una grande famiglia - spiega Bianchi - I bidelli sono da sempre allertati: sono loro a segnalarci se, magari durante la ricreazione, sentono strani odori di fumo o vedono movimenti sospetti ai cancelli degli istituti. E vengono immediatamente a dirmelo, in mood da intensificare la macchina dei controlli e, quando serve ricorrere all'aiuto delle famiglie». «In verità - continua - mi è successo solo pochissime volte, si contano nelle dita di una mano, di dovere fare una telefonata ai genitori dei ragazzi. Questo è avvenuto quando i sospetti erano particolarmente gravi e, fortunatamente spesso si è trattato di falsi allarmi. Ma dalle mamme e dai papà abbiamo avuto come scuola sempre la massima collaborazione». A.V.
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