Il Tirreno

I capi d’accusa. Omicidio colposo e inondazione: prima udienza in tribunale il 9 febbraio

Alluvione, in 24 a processo

Alessandra Vivoli
A sinistra Renata e Claudio Cargiolli sopra il gup Laghezza e l’udienza
◗
A sinistra Renata e Claudio Cargiolli sopra il gup Laghezza e l’udienza

I parenti della vittima del Carrione: sia fatta giustizia

4 MINUTI DI LETTURA





 CARRARA. Alluvione: al via il processo. Ventiquattro rinvii a giudizio eccellenti: a processo ex sindaci, dirigenti comunali, imprenditori, dirigenti comunali e funzionari. Lo ha deciso ieri, nell'udienza preliminare che si è svolta (a porte chiuse) in tribunale e Massa, il gup Giuseppe Laghezza. E ora si apre il processo. La prima udienza è già stata fissata al 9 febbraio 2011.  L'udienza preliminare. Le voci, all'immediata vigilia dell'udienza preliminare di ieri, davanti al gup Laghezza e al pm Bertone e a una schiera di avvocati, davano per certo un altro rinvio. O la chiamata in causa (già in questa fase dell'iter giudiziario) del Comune di Carrara quale responsabile civile di quella tragica inondazione del fiume Carrione del 2003 che ha lasciato dietro di sé, e alla sua forza distruttiva, una vittima, Ida Niccolai di 76 anni. Ma invece, nell'aula del tribunale di Massa l'udienza preliminare in programma ieri, per la prima volta è entrata nel vivo. Dopo una serie di rinvii per errori di notifica. Ed è cominciata puntuale, un quarto d'ora dopo le nove.  Tutti presenti gli avvocati. E in aula c'erano anche due figli di Ida Niccolai, Renata e Claudio. E un ex funzionario del Comune, Mario Marisaldi, il cui nome figurava nel registro degli indagati (e adesso dei rinviati a giudizio).  L'udienza è subito entrata nel vivo: nessuna richiesta di chiamare in causa il Comune di Carrara come responsabile civile: ma non è escluso che questa richiesta venga fuori in un secondo momento, ossia nel corso del dibattimento.  Ieri, intanto, il pm Bertone ha chiesto, per tutti gli indagati il rinvio a giudizio: richiesta a cui si sono associati i legali di parte civile che rappresentano i familiari della donna morta durante l'alluvione.  Gli avvocati della difesa, un nutrito parterre che annovera un po' il gotha dei professionisti apuani, hanno invece chiesto, uno dopo l'altro, il non luogo a procedere nel confronto degli indagati.  Il gup Laghezza si è preso un'ora e mezzo di tempo. Alle 12 e 45 ha pronunciato il suo provvedimento: tutti rinviati a giudizio i 24 indagati. Il reato più pesante è l'omicidio colposo ma c'è anche l'inondazione. E l'accusa di aver prelevato con imprudenza e modalità non conformi, i detriti dei ravaneti di cava (a essere coinvolti sono gli imprenditori del marmo per cui è arrivato il rinvio a giudizio).  Il rischio della prescrizione. Il processo per i fatti legati all'alluvione del 23 settembre del 2003 che ha messo in ginocchio la città intera, comincerà quasi otto anni dopo rispetto ai fatti. I termini della prescrizione, per quel che riguarda l'accusa di omicidio colposo, sono 7 anni e mezzo. E quindi si arriverebbe al marzo del 2011: un mese dopo l'avvio del processo la cui prima udienza, lo ricordiamo, è stata fissata il 9 febbraio prossimo, a Massa, con il tribunale in composizione collegiale.  La prescrizione, per questo capo d'accusa quindi sembra un rischio reale.  Diversa la situazione per quel che riguarda le accuse di inondazione disastro colposo: in questo caso i tempi di prescrizione sono, infatti, di 15 anni.  I parenti della vittima dell'alluvione: ora sia fatta giustizia. Erano presenti fin dalle prime udienze preliminari, quelle che hanno subito rinvii, fino ad arrivare alla data di ieri. Non hanno mai parlato. Prima volevano sentire il provvedimento del giudice. Volevano vedere come sarebbe andata a finire. E, solo dopo il pronunciamento del gup Laghezza che ha rinviato a giudizio tutti gli indagati per omicidio colposo, inondazione disastro colposo, due dei figli di Ida Niccolai, Renata e Cladio Cargiolli (entrambi assistiti dall'avvocato Marina Menconi), accettando di dire qualcosa. Di rilasciare una dichiarazione su un lungo iter giudiziario per individuare i responsabili di quella tragica fuoriuscita del Carrione che, come una furia si è portato via la loro madre.  «Non possiamo dire di essere soddisfatti - dicono - per noi tutto quanto avviene in tribunale ci riportata alla memoria il dolore per la perdita di nostra madre. Non c'è spazio per la soddisfazione». Dicono i due figli con impresso sul volto l'orrore di quella notte in cui il fiume si è portato via la loro mamma.  «Quello che abbiamo subito è qualcosa di enorme, di molto forte - continuano - C'è comunque la speranza, e anche questa è grandissima, che sia fatta giustizia. Ed è questo quello che noi vogliamo».  Un solo accenno ai tempi. «Ne è passato tanto da quando sono avvenuti i fatti - concludono - Ma adesso comincerà il processo e questo è quello che più importa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa