Sicurezza
Minaccia l'amante della moglie: condannato
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Lufficio di un giudice di pace Insegue i due per le vie di Aulla e li insulta davanti ai carabinieri
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AULLA. La storia è quella di un menage familiare. A tre. La moglie (giovane e graziosa), il marito (di qualche anno più anziano) e l'amante (anche lui giovane e aitante). Una storia - in cui senza dubbio non manca il colore - che è finita di fronte al giudice di pace. Con il marito tradito che ha dovuto rispondere dell'accusa di minacce e ingiurie. E si trova adesso costretto a sborsare centinaia di euro. I problemi per la coppia lunigianese arrivano quando la moglie comincia a frequentare un ragazzo di fuori: si incontrano spesso, lui si fa vedere anche di fronte alla casa dei due coniugi, va a prendere la ragazza con la sua macchina e la porta a spasso. Tanto che i due avrebbero anche trascorso qualche giorno di relax insieme, in vacanza. Troppo per il marito, di qualche anno più anziano, certo, ma innamorato della donna. Che, nonostante la relazione, continuava a dividere casa con lui. Né si era parlato, fino ad allora, di una possibile separazione. L'uomo perde le staffe e decide di stare alle calcagna dei due amanti. E quello che sarebbe dovuto essere un pedinamento, si trasforma in un inseguimento da film per le vie di Aulla prima e di Bagnone poi. Il marito riesce a fermare l'auto su cui viaggiano i due e scoppia un acceso diverbio, ma la moglie e l'amante riescono a ripartire. Non ce la fanno però a far perdere le loro tracce: il marito li raggiunge nuovamente. E la scena (urla e insulti) si ripete,identica, se non per un particolare: sono arrivati anche i carabinieri che assistono alle grida. Conclusione? L'amante e la moglie querelano l'uomo per minacce e ingiurie e se lei decide, poco dopo, di rimettere la querela, lui non demorde. Fino al processo davanti al giudice di pace. Che condanna l'uomo per minacce: deve pagare poche decide di euro di multa, ma gli tocca risarcire del danno l'amante. Deve versargli 600 euro. Senza dimenticare che deve pagare anche mille euro per le spese processuali. Il giudice, invece, lo assolve dall'accusa di ingiuria. E questo è il particolare curioso. Applica l'articolo del codice penale in base a cui - in caso di reciprocità - l'accusa cade. Perché per il giudice la moglie in qualche modo, con il suo atteggiamento, ha offeso il marito, pur non avendolo ingiuriato apertamente. Dunque, condanna solo per minacce. C.S.
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