Sicurezza
«L'Asl apuana ci ruba i pazienti»
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CARRARA. Una clamorosa affermazione del direttore sanitario dell'Asl 5 spezzina Andrea Conti, sulle liste di attesa, pubblicata ieri sul Secolo XIX in cronaca della Spezia, chiama in causa la Toscana, dove si utilizzerebbero meccanismi per cui i pazienti spezzini sarebbero messi in lista in una corsia preferenziale per le prestazioni mediche. Da ciò deriverebbe, almeno in parte, secondo Conti, la «fuga dei malati», dallo Spezzino verso la Toscana. Ma il direttore generale dell'Asl 1 apuana, dottor Antonio Delvino, tuona: «Se ciò fosse riferito all'operato della nostra azienda sanitaria, è falso. Noi non facciamo liste di attesa preferenziali.
La verità è che aumenta la nostra capacità di attrarre il territorio ligure. Abbiamo servizi di qualità e liste di attesa in genere "basse"». Un'offereta sanitaria che evidentemente induce la gente a fare qualche chilometro in più, dalla Liguria alla Toscana». Delvino minaccia una diffida legale, affinché venga precisato, rispetto alle dichiarazioni apparse sul Secolo XIX, che il direttore sanitario dell'Asl 5 a proposito di liste di attesa e presunte corsie preferenziali, non si riferiva a strutture pubbliche. E in effetti, il dottor Conti, da noi interpellato, precisa: «Mi riferivo esclusivamente a strutture private, quella sanitaria pubblica non c'entra. Chi, ad esempio, dalla Spezia si rivolge a strutture private toscane (anche convenzionate con l'Asl 1, che ripeto, esula dal mio discorso sulle liste di attesa, e lavora in modo ottimale) può avere un accesso diretto alle prestazioni mediche». Da qui il riferimento alle presunte corsie preferenziali, che hanno suscitato la reazione di Delvino e la richiesta di chiarimenti.
Nell'intervista al Secolo XIX, Conti spiega anche che «Tra le due regioni, Liguria e Toscana, sono comunque intervenuti accordi proprio nei giorni scorsi per affrontare e risolvere questo problema e per costituire una commissione mista di controllo, anche delle cartelle cliniche di pazienti spezzini operati in strutture private fuori regione». Il direttore sanitario dottor Andrea Macuzzi, specifica ulteriormente che per le prestazioni sanitarie, «gli unici centri privati convenzionati con l'Asl 1 sono una piccola percentuale rispetto a tutta la mole di lavoro che fa direttamente l'azienda sanitaria pubblica e con liste di attesa (non preferenziali) tramite il Cup, il centro unico di prenotazione. I centri privati convenzionati svolgono per noi solo prestazioni numeriacamente marginali su diagnostica e radiologia, e qualcosa in Lunigiana sulla risonaza». Il problema della fuga di pazienti, esploso nello Spezzino, va secondo Macuzzi ricondotto a un discorso più generale: «Le gente chiede buoni servizi e tempi di attesa non lunghi.
Non giudico cosa c'è altrove, dico solo che noi abbiamo delle buone strutture e siamo impegnati ogni mese a migliorare i tempi di attesa, la qualità professionale e tecnologica delle prestazioni. Lavoriamo sulla qualità: se viene percepita ne siamo contenti. l'Opa è un centro di eccellenza. Il Materno Infantile sta andando verso 2000 parti l'anno, grazie a uno standard qualitativo non indifferente». Insomma: sembra che il territorio apuano sia molto attraente dal punto di vista sanitario. E ciò vale anche per quanto riguarda l'Opa: dopo la chiusura della Maternità all'ospedale di Sarzana, il flusso di partorienti si sarebbe indirizzato più verso l'ospedale apuano anziché verso quello spezzino. Idem dalla Val di Magra (per non parlare dei flussi che potranno determinarsi a breve, per l'annunciata chiusura del punto nascite di Pontrmeoli, decretata dall'Asl per il prossimo febbraio, anche se ci sono proteste). Si dice che "Montepepe" a Massa venga scelto per maggiore comodità, e che l'ospedale spezzino è vecchio come struttura (non come apparecchiature o professionalità).
I dati, pubblicati dal Tirreno nei giorni scorsi parlano chiaro, a proposito della concomitanza fra la chiusura del Materno infantile a Sarzana, e il record di nascite registrato a Massa: 400 in 2 mesi, per cui Montepepe (dove si sono rivolte molte mamme della Val di Magra) sarà intanto rinforzato con altri sei medici per far fronte, in prospettiva, all'incremento della media annua di nascite a Massa, che ora si attesta sulle 1.500 (la media a Sarzana era di 700). E anche dalla Versilia molte donne scelgono l'Opa per partorire.
La verità è che aumenta la nostra capacità di attrarre il territorio ligure. Abbiamo servizi di qualità e liste di attesa in genere "basse"». Un'offereta sanitaria che evidentemente induce la gente a fare qualche chilometro in più, dalla Liguria alla Toscana». Delvino minaccia una diffida legale, affinché venga precisato, rispetto alle dichiarazioni apparse sul Secolo XIX, che il direttore sanitario dell'Asl 5 a proposito di liste di attesa e presunte corsie preferenziali, non si riferiva a strutture pubbliche. E in effetti, il dottor Conti, da noi interpellato, precisa: «Mi riferivo esclusivamente a strutture private, quella sanitaria pubblica non c'entra. Chi, ad esempio, dalla Spezia si rivolge a strutture private toscane (anche convenzionate con l'Asl 1, che ripeto, esula dal mio discorso sulle liste di attesa, e lavora in modo ottimale) può avere un accesso diretto alle prestazioni mediche». Da qui il riferimento alle presunte corsie preferenziali, che hanno suscitato la reazione di Delvino e la richiesta di chiarimenti.
Nell'intervista al Secolo XIX, Conti spiega anche che «Tra le due regioni, Liguria e Toscana, sono comunque intervenuti accordi proprio nei giorni scorsi per affrontare e risolvere questo problema e per costituire una commissione mista di controllo, anche delle cartelle cliniche di pazienti spezzini operati in strutture private fuori regione». Il direttore sanitario dottor Andrea Macuzzi, specifica ulteriormente che per le prestazioni sanitarie, «gli unici centri privati convenzionati con l'Asl 1 sono una piccola percentuale rispetto a tutta la mole di lavoro che fa direttamente l'azienda sanitaria pubblica e con liste di attesa (non preferenziali) tramite il Cup, il centro unico di prenotazione. I centri privati convenzionati svolgono per noi solo prestazioni numeriacamente marginali su diagnostica e radiologia, e qualcosa in Lunigiana sulla risonaza». Il problema della fuga di pazienti, esploso nello Spezzino, va secondo Macuzzi ricondotto a un discorso più generale: «Le gente chiede buoni servizi e tempi di attesa non lunghi.
Non giudico cosa c'è altrove, dico solo che noi abbiamo delle buone strutture e siamo impegnati ogni mese a migliorare i tempi di attesa, la qualità professionale e tecnologica delle prestazioni. Lavoriamo sulla qualità: se viene percepita ne siamo contenti. l'Opa è un centro di eccellenza. Il Materno Infantile sta andando verso 2000 parti l'anno, grazie a uno standard qualitativo non indifferente». Insomma: sembra che il territorio apuano sia molto attraente dal punto di vista sanitario. E ciò vale anche per quanto riguarda l'Opa: dopo la chiusura della Maternità all'ospedale di Sarzana, il flusso di partorienti si sarebbe indirizzato più verso l'ospedale apuano anziché verso quello spezzino. Idem dalla Val di Magra (per non parlare dei flussi che potranno determinarsi a breve, per l'annunciata chiusura del punto nascite di Pontrmeoli, decretata dall'Asl per il prossimo febbraio, anche se ci sono proteste). Si dice che "Montepepe" a Massa venga scelto per maggiore comodità, e che l'ospedale spezzino è vecchio come struttura (non come apparecchiature o professionalità).
I dati, pubblicati dal Tirreno nei giorni scorsi parlano chiaro, a proposito della concomitanza fra la chiusura del Materno infantile a Sarzana, e il record di nascite registrato a Massa: 400 in 2 mesi, per cui Montepepe (dove si sono rivolte molte mamme della Val di Magra) sarà intanto rinforzato con altri sei medici per far fronte, in prospettiva, all'incremento della media annua di nascite a Massa, che ora si attesta sulle 1.500 (la media a Sarzana era di 700). E anche dalla Versilia molte donne scelgono l'Opa per partorire.
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