Sicurezza
Rigoni è con Fioroni: «Gli equilibri locali però non cambiano»
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LA SEDE. Gli uffici del Pd provinciale in via Dante3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. C'è anche la sua firma in calce al documento proposto da Veltroni, Fioroni e Gentiloni. Perché Andrea Rigoni ne è convinto: «serve un nuovo patto civile e una "scossa" al Pd. Una riscoperta dell'identità che si traduca in progetto politico e di Governo». Eppure la firma del parlamentare apuano su quel documento fa discutere perché qualcuno prevede effetti immediati anche negli equilibri politici locali. Un'eventualità remota per Rigoni. In effetti, quel documento, sottoscritto da 75 parlamentari, appare, agli occhi di molti, come un tentativo di ridefinire la leadership. Sicuramente propone equilibri nuovi: lo firmano tanti franceschiniani (lo stesso Rigoni lo era), ma non Franceschini che, in sede congressuale, rappresentava proprio la continuità con la linea veltroniana. Non solo, ma a promuovere il documento è Fioroni cui da sempre il parlamentare massese è particolarmente vicino. Ma Andrea Rigoni definisce il testo un «contributo alla crescita del partito, che non vuole disegnare fratture e contrapposizioni». Poi spiega il "giallo" della sua firma: «Quando il testo era in elaborazione, mi trovavo a Bruxelles con Prodi per una conferenza, prima di confermare la mia adesione ho voluto leggere il documento. Per questo l'ho firmato dopo. Tutto qui». Fa poi una precisazione: «Prima di sottoscriverlo ho voluto essere certo che il documento non contenesse alcuna polemica nei confronti di Bersani. Non siamo in fase congressuale - sottolinea - la leadership non è messa in discussione, anzi il segretario ha il diritto-dovere di dettare la linea del partito». Un documento - così lo definisce e lo concepisce Rigoni - che si propone come momento di coscienza critica del partito: «Serve un nuovo patto di convivenza sociale, una proposta politica autorevole che guardi ai giovani e a chi non vive sul conservatorismo. Per consentire all'ascensore della mobilità sociale di ripartire. Se davanti alla crisi della destra - questa la consapevolezza che avrebbe motivato Rigoni alla sottoscrizione - il Pd rimane al 25% è indispensabile interrogarsi e dare un contributo». Per un partito che diventi riferimento e capofila di un'alleanza fondata sul riformismo. Rigoni passa da Franceschini a Fioroni. Il Pd locale si ridisegna, visto che in occasione dell'ultimo congresso i franceschiniani avevano costituito fronte compatto? A dirlo saranno i vertici del partito massese e carrarese. Ma il parlamentare rifiuta una lettura tutta puntata sulle dinamiche locali. «Il documento non è certo stato pensato per questo (leggi: per ridefinire gli equilibri del partito apuano) e non è questo ad attribuirgli significato. Il suo senso è contare sul consenso necessario per governare il cambiamento». Anche se la posizione presa dal parlamentare - che del Pd apuano è il referente - potrebbe mettere in moto nuovi equilibri nel partito. A dirne di più sarà la direzione provinciale nelle prossime settimane. C.S.
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