Il Tirreno

«Industriali causa del degrado»

Una manifestazione dei cittadini di Alteta
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Una manifestazione dei cittadini di Alteta

Attacchi a Provincia e Comune: non pensano alla salute dei cittadini

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MASSA. Polveri, mancanza di marciapiedi e sporcizia ovunque. «La situazione ambientale vicino alla zona industriale di Alteta è disastrosa, ma la colpa è proprio di quegli industriali che pochi giorni fa hanno fatto una denuncia sui giornali». A intervenire sulla questione degrado è il comitato anti-polveri dei cittadini "Mo basta". Il movimento non risparmia accuse a Comune e Provincia, oltre che ad Arpat e Asl.  Ma in prima fila tra i colpevoli dei problemi dell'area, secondo Mo Basta, ci sarebbero proprio gli industriali. «Proprio alcune aziende - spiega Giancarlo Casotti, anima del comitato - sono responsabili dello scempio e del disagio che altri devono sopportare, a nostro avviso mettere in minoranza questi soggetti sarebbe già un passo in avanti».  Casotti è comunque felice che le denunce fatte dai cittadini siano state "amplificate" anche dalla voce degli industriali. E'stato proprio il numero uno di assindustria Alessandro Caro l'ultimo in ordine di tempo a definire vergognose le condizioni in cui è tenuta la zona industriale (con strade dissestate pronte a trasformrsi in paludi in caso di pioggia), buche, marciapiedi mancanti e vere e proprie discariche di rifiuti lasciati in strada o davanti agli ingessi delle aziende.  «Anche gli industriali - va avanti Casotti - ci danno ragione. Ma bisognerebbe che per primi facessero qualcosa e magari ci facessero partecipare ai loro incontri». Dal comitato ribadiscono comunque che la cosa più importante e dannosa sia per i cittadini, sia per gli operai che lavorano nella zona «sono i cumuli di polvere nelle aziende e sul ciglio delle strade. Non possiamo più e non dobbiamo più permettere che accada questo: basta con gli imprenditori sciagurati che operano sul territorio senza rispettare i normali crismi di lavorazione del carbonato di calcio e di stoccaggio e vendita di marmo. Bisogna - afferma Casotti, ripetendo un mantra purtroppo sovente inascoltato - lavorare in ambienti chiusi». Ma il comitato non vuole addossare la colpa solo a industriali e imprenditori. «Spesso - spiega - anche normali cittadini non rispettano l'ambiente e accumulano discariche lungo le strade».poi tocca alla politica, considerata «incapace di prendere decisioni definitive per il rispetto delle leggi e per il rispetto della salute dei cittadini residenti che da anni soffrono. Basta anche a tutti quei enti che dovrebbero salvaguardare la salute e non producono atti concreti, Asl e Arpat in primis».  Secondo Casotti proprio la collaborazione tra cittadini, aziende e amministrazioni pubbliche sarebbe la via maestra per arrivare presto a una soluzione che metta d'accordo tutti. «Serve trovare un modo di uscire da questa situazione - conclude - non è solo una questione di salute. Pensiamo ad un turista che esce per caso o per dovere dall'autostrada e svolta a sinistra per andare a Carrara oppure nella zona dei campeggi e per sbaglio prende via Dorsale: edendo quel disastro ecologico fuggirebbe a gran velocità». G.D.

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