Il Tirreno

È guerra per la pubblicità

Alessandra Vivoli
Un cartellone pubblicitario e l’avvocato Domenico Iaria
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Un cartellone pubblicitario e l’avvocato Domenico Iaria

Cartelloni della discordia, ditta fa causa al Comune e chiede i danni

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 CARRARA. Cartelloni della discordia: scatta il ricorso contro il Comune.  È guerra della pubblicità (o meglio degli impianti pubbicitari) fra l'amministrazione e una ditta, la Avip spa di Borgaro torinese, che dopo essersi aggiudicata una gara per cartellonistica & Co su tutto il territorio, adesso chiede non solo di risolvere il contratto, ma pure indietro i danni.  Perché, in pratica, di quei cartelloni pubblicitari non sarebbe riuscita a metterne nemmeno uno, non avendo avuto il disco verde del Comune alle dispozioni scelte.  La battaglia legale sta per iniziare: la prima udienza, in tribunale a Carrara, è fissata per mercoledì prossimo.  Il Comune sarò rappresentato dai legali interni, Marina Vannucci e Sonia Fantoni, e dall'avvocato Domenico Iaria del foro di Firenze.  La vicenda risale a una gara per l'istallazione di impianti pubblicitari indetta dal Comune nel 2006/2007. Un bando molto particolare che avrebbe lasciato il compito proprio alle stesse ditte partecipanti, di individuare l'ubicazione e la tipologia di cartelloni da utilizzare.  Il tutto, naturalmente, avrebbe dovuto avere poi, ma solo in ultima battuta, l'ok dell'amministrazione.  A quanto pare ad andare storto è stato proprio questo ultimo passaggio: perché, secondo quanto sostenuto dalla ditta che ha presentato ricorso contro l'amministrazione comunale, le soluzioni della Avip non sono andate a buon fine.  O meglio sono state bocciate perché, questa è la linea sostenuta da Palazzo, non sarebbero stai rispettati vincoli paesaggistici e ambientali. Insomma, incompatibile con le normative vigenti. Anche per quel che riguarda il codice della strada e le disposizioni della Sovrintendenza.  Se dal Comune sosterranno quindi che la bocciatura era necessaria («Non si può piazzare un cartellone pubblicitario in mezzo alla rotatoria» fa notare qualcuno) la ditta non ci ha messo tempo di mezzo ed è passata subito alle vie legali. Ritenendo di non aver potuto svolgere il proprio lavoro. Quello cioè stabilito da contratto.  Insomma una guerra all'ultimo spazio pubblicitario di cui, al momento, a farne le spese sono solo le casse comunali (e i contribuenti). Per la costituzione in giudizio dell'amministrazione, infatti, sono stati stanziati (con delibera di giunta del 9 settembre scorso) 4.380 euro. E questo è il primo passo.

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