Il Tirreno

Marmo, mano tesa di Caro

«La frattura imprese-Comune non giova a nessuno»

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 CARRARA. «Una frattura non giova a nessuno»: Alessandro Caro, presidente di Assindustria, affronta il tema caldo del marmo e delle polemiche a distanza con il sindaco Angelo Zubbani, verso la fine della sua relazione. Prima, ricorda che il settore opera rispettando le leggi, e che complessivamente paga fra Irpef, Ilor, canoni concessori e contributi ambientali, circa 60 milioni di euro. Ci sono, fra occupati diretti e indotto, 8.300 lavoratori nel settore marmo, spiega il presidente Caro.  Aggiunge il presidente Alessandro Caro : il monte stipendi dei 4.800 dipendenti diretti (1.100 nelle cave, 2.300 nelle lavorazioni e 1.400 in attività commerciali di trading) è sui 110 milioni di euro l'anno. «Mi chiedo se hanno molto senso l'oltranzismo verbale e la retorica dell'esagerazione con le quali si continua a riferirsi al mondo delle cave e dei suoi protagonisti». Poi, ecco l'attacco diretto al sindaco Angelo Zubbani: «Mancano pochi mesi al completamento della Strada dei marmi e confesso che mi piacerebbe leggere sulle cronache di Carrara, invece di impropri riferimenti alle multinazionali del Centrafrica (lo ha dichiarato il sindaco al Tg1 nei giorni scorsi, ndr), giudizi del tipo: "le imprese non sono più la nostra controparte"; "È stato eliminato il blocco di incomprensioni rispetto agli industriali del marmo e i luoghi comuni su quanto viene prodotto alle cave e ridistribuito in città"; "riconosciamo il ruolo centrale delle imprese del marmo per il rilancio reale della città". Ma non dovrò attendere molto; pensate, queste cose le abbiamo già lette: sono esattamente le parole pronunciate dal sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, il 1º marzo 2008 e, ancora, faccio fatica a capire, perché in soli diciotto mesi, il suo giudizio sia cambiato in modo tanto radicale». Ma Caro sceglie la via della diplomazia, nella parte conclusiva dedicata all'argomento: «Un'ultima battuta sul mancato accordo per la tassazione del marmo. L'Associazione è una comunità di imprese diverse con interessi diversi e si trova oggettivamente in difficoltà nell'accettare tout court le ultime richieste in ordine di tempo del Comune di Carrara; non bisogna dimenticare che insieme abbiamo già fatto due terzi del percorso. Ci sono ragioni da una parte e dall'altra. La mia personale impressione è che le posizioni non siano molto lontane e mi auguro che si trovi presto un punto di incontro sostenibile e capace di conciliare le esigenze di imprese e Comune perché una frattura non giova a nessuno».   ZUBBANI: BENE IL DIALOGO MA NESSUN ACCORDICCHIO.  «Raccolgo l'apertura al dialogo, dicendo però da subito forte e chiaro che non sono disponibile a discutere su accordicchi, che durino dalla sera alla mattina. Le imprese, purtroppo, finora le ho incontrate soprattutto nelle commissioni tributarie, fino alla Cassazione; e ora si riparte dai tribunali, dove ha ricominciato l'iter contro il contributo ambientale Andrea Franzoni. Siccome la Corte di Cassazione dice che, appunto, è un contributo e non è materia di commissioni tributarie, puntuale andiamo per tribunali. Bene il dialogo, ma partendo da posizioni chiare». La posizione chiara è che, Corte costituzionale da una parte per il canone di concessione (ma le concessioni rinnovate ad oggi sono una dozzina o poco più), e Corte di Cassazione dall'altra per il contributo ambientale, mettono il Comune in una posizione di forza. «Certo - aggiunge il sindaco - nella relazione, l'unico attacco diretto del presidente Caro è stato nei miei confronti. Anche se la mia cultura verso le imprese non penso sia in dubbio, basti sentire cosa ha detto il direttore del Pignone (in riferimento alla collaborazione per trovare sbocchi e prospettive nel territorio carrarese, ndr). Il punto è che l'accordo del 2008 era difficile che potesse funzionare, se già dal giorno dopo Caro ha iniziato a dire di aver firmato più con il cuore che con la ragione, di fatto invitando a non aderire. Nella realtà, ripeto, ci siamo trovati decine di imprese nelle commissione tributarie: difficile parlare di controparti in quelle sedi. Ma oggi registriamo l'apertura al dialogo».  Tornando al presidente Caro ha anche ricordato di essere all'ultimo anno di mandato, e ha anche spiegato che la partecipazione alla vita associativa si è allentata e continua ad allentarsi, «lasciando a chi guida l'associazione una insostenibile impressione di solitudine e frustrazione».  Fra i presenti in sala pochi i volti noti del marmo: Ciro Gaspari, Carlo Telara, Giancarlo Tonini. I big del momento (i Franchi, Rossi del Fiorino, i Soldati, Paolo Borghini, Vanelli) non li abbiamo visti.  Ma riandiamo alla relazione del presidente Caro, che si conclude osservando che una zona industriale decorosa, e in simbiosi con le attività turistiche sulla costa, è «l'unico progetto per il futuro nel quale tutta la comunità locale può riconoscersi». M.B.

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