Il Tirreno

Il Pignone si allarga nel retroporto

Il Pignone si allarga nel retroporto

Presi in affitto 35mila metri quadrati da Area per un progetto da 5 milioni

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 MASSA CARRARA. Un investimento da 5 milioni di euro. Un maxi progetto (che si concluderà nel 2013) per 5 "moduli" giganteschi, più alti di un palazzo di tre piani, targati Nuovo Pignone, destinati all'Australia.  Per realizzarli l'azienda della Generale Eletric ha dovuto «allargarsi» e prendere in affitto 35mila metri quadrati dell'area retroportuale.  «Abbiamo trattato direttamente con Area spa»: spiega l'ingegner Giuseppe Baccioli, direttore dello stabilimento di via Dorsale che ha illustrato il prestigioso progetto Gorgon.  Ma i problemi di spazio per il Nuovo Pignone non sono finiti. E, in generale, come ha sottolineato l'ingegner Baccioli nel suo intervento in cui è stata tracciata la storia dell'azienda, dal 1942 ai giorni nostri, la necessità di «allargarsi» riguarda un po' tutte le realtà industriali della meccanica, e anche della nautica. Che hanno a ache fare con produzioni spesso «sovradimensionate».  «Proprio nei mesi scorsi su richiesta del sindaco Zubbani - ha ricordato alla platea di Assindustria l'ingegner Baccioli - abbiamo dovuto abbattere 50 metri della nostra cancellata (dell'insediamento in viale Zaccagna) per far uscire una barca da un cantiere navale della zona che, altrimenti, si sarebbe trovato davvero in grosse difficoltà».  «Abbiamo dato una mano volentieri - ci ha tenuto a precisare il direttore del Nuovo Piognone - Ma dobbiamo pensare che queste esigenze non si possono sempre risolvere come fatti personali, confidando nei buoni rapporti di vicinato, nella disponibilità. Bisogna risolvere i problemi a monte».  «Quando escono dei manufatti dal nostro stabilimento - ha continuato l'ingegner Baccioli - viene bloccata la strada: noi crediamo che non dovrebbe succedere questo, ma ci dovrebbero essere viabilità e infrastrutture più idonee. Insomma ci vorrebbero strade un po' più larghe, per non creare disagi alla circolazione e, allo stesso tempo, fare in modo che anche la nostra azienda abbia più facilità a organizzare gli spostamenti a livello logistico, dei prodotti stessi che spesso, è bene ricordarlo, hanno dimensioni più da palazzo che da normale carico di camion».  Un appello alle infrastrutture che, nel corso dell'assembela di Assindustria, è stato lanciato anche da Stefano Franchi, rappresentante di General Electric. A.V.

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