Il Tirreno

«Guardiamo ai moderati No a Stefano Benedetti nel gruppo consiliare Pdl»

Claudio Figaia
«Guardiamo ai moderati No a Stefano Benedetti nel gruppo consiliare Pdl»

Corrado Amorese contro l'ex esponente della Destra «Nel 2008 era candidato a sindaco contro di noi»

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MASSA. "No, Benedetti nel gruppo Pdl no". Corrado Amorese, capogruppo in consiglio comunale del Popolo dlle Libertà non fa mistero della sua contrarietà all'ingresso del battagliero (ex) esponente della Destra italiana nelle fila del partito berlusconianoo, almeno, nel gruppo consigliare. Obiezioni di forma e di sostanza, le sue. Che marcano una grande distanza politica tra i due personaggi della scena politica cittadina, che pure provengono dallo stesso milieu della destra pre e post-missina. «Intanto - dice Amorese - non mi risulta che Stefano Benedetti abbia fatto richiesta di aderire al nostro gruppo. Probabilmente la farà, ma per ora, per quanto ne so, è ancora capogruppo della Destra Italiana». Ma ci sono anche ragioni politiche parecchio pesanti, fa osservare Amorese, che ostacolano questo "cambio di casacca". Punto primo, elenca il capogruppo: «Nel 2008, alle elezioni amministrative, Benedetti ha formato una lista, diciamo scissionista rispetto al Pdl, causando un danno evidente, in termini di sottrazione di consensi, alla nostra formazione». Punto secondo, «si è candidato egli stesso come sindaco, in contrapposizione alla mia candidatura, puntando su un programma chiaramente alternativo al nostro».  E non è finita. «Benedetti ha avuto un percorso politico accidentato: da An è passato alla Destra di Storace, poi alla destra per gli Italiani, ora approda al Pdl. Il nostro gruppo consigliare è, ce lo riconoscono tutti anche a livello regionale, tra i più coesi e uniti. L'ingresso di una figura come quella di Benedetti rischia di mettere in discussione questa coesione. Faccio un esempio: per dieci anni Benedetti ha fatto battaglie per la chiusura di Massa Servizi. Al momento del voto in consiglio, su un nostro emendamento che chiedeva, appunto, la chiusura di quella società, ha votato contro».  E poi la questione della radicalità (per non dire dell'estremismo) dell'azione politica di Benedetti. «Penso a certi toni usati nei confronti dei Rom o degli immigrati. Penso al flop delle ronde, una vicenda che ci ha non poco danneggiati. Nessuno nel Pdl intende sottovalutare il problema dell'immigrazione, ma certe posizioni devono essere valutate con attenzione. Noi vogliamo dialogare con i moderati, credo si possa lavorare alla costruzione di un'alleanza con l'Udc, nonostante oggi sia in maggioranza con Pucci, in vista delle elezioni del 2013...». E, insomma, completiamo noi il ragionamento, le posizioni di Benedetti in questo senso non aiutano.  Non a caso, infatti, Amorese, suggerisce al suo ex avversario alla corsa a sindaco un percorso diverso: «Faccia come nel 2008, crei una lista, un movimento, ma che stavolta appoggi e non si contrapponga al resto del centrodestra. Avremo un'alleanza più ampia per governare la città».  Per la collocazione di Benedetti in consiglio comunale (che non è la stessa cosa, va detto, del suo posizionamento nel Pdl inteso come partito) si profila anche una soluzione alternativa. Quella del gruppo misto. Magari con PierPaolo Marchi di Rifondazione e Giulio Mucci dei Verdi. Un gruppo non precisamente coeso.

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