Il Tirreno

Punti informazione, assunzioni ma solo fino al 30

<b>L&#146;ACCOGLIENZA.</b> Dipendenti danno informazioni ad alcuni turisti
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L’ACCOGLIENZA. Dipendenti danno informazioni ad alcuni turisti

I 15 lavoratori ottengono un contratto di collaborazione dall'Apt in attesa di un nuovo gestore

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 MASSA. Non saranno a casa, da disoccupati, i 15 dipendenti dei punti informazione. Da ieri, infatti, sono stati assunti dall'agenzia di promozione del territorio. La parola assunzione è, in realtà, impropria: fa pensare al posto fisso che, in questo caso, è davvero un miraggio. Del resto, per legge, l'Apt di contratti a tempo indeterminato non può farne. Ha però cercato, per quanto possibile, di giocare la sua parte. Dal 15 settembre non esiste più Accoglienza Apuana, l'ati che gestiva i punti informazione. Si è sciolta perché la convenzione con l'Apt è scaduta. E chi per quell'ati (associazione temporanea di imprese) lavorava il rischio è rimasto a casa. Da disoccupato. L'agenzia ha quindi pensato alle soluzioni praticabili e ha deciso di proporre ai 15 lavoratori un contratto di collaborazione fino al 30 settembre.  «Era necessario - spiega il direttore dell'Apt Antonio Tarantino - perché il servizio di accoglienza deve essere garantito fino al termine di questo mese quando la maggior parte dei punti informazione saranno chiusi». Ma il direttore ci tiene a sottolineare: «il nostro impegno è quello di tutelare posti di lavoro». Insomma, fino al 30 i ragazzi dei punti di informazione hanno un contratto.  Una soluzione più volte auspicata anche da Cesare Micheloni, consigliere provinciale della Lega Nord, che si è fatto portavoce del disagio dei 15 lavoratori. Tutto è quindi posticipato al 1º ottobre: «C'è stata la gara europea per l'assegnazione del servizio - Tarantino ricostruisce la vicenda - ma ai soggetti che si sono presentati mancavano alcuni requisiti formali. Quelli stessi soggetti il 10 settembre ci hanno chiesto una contrattazione e il giorno successivo si è aperta la trattativa. Noi abbiamo avanzato due richieste: che siano riassorbiti i lavoratori, come già indicato nel bando di gara, e che sia presentato un atto che confermi la costituzione di un ati». Insomma, l'Apt vuole che i vari soggetti si uniscano per la gestione del servizio. Quell'atto, però non è arrivato.  «Dovrebbe già essere stato fissato l'appuntamento dal notaio - conclude Tarantino - noi aspettiamo il primo ottobre. Poi l'unica soluzione possibile sarà bandire un'altra gara europea. Non escludiamo però che la trattativa vada in porto prima della data fissata». Allora i quindici lavoratori potrebbero stracciare il contratto di collaborazione con l'Apt: avrebbero un nuovo datore di lavoro. Anche se c'è chi sull'operazione nutre qualche dubbio: «Non capisco - commenta Micheloni - perché si punti sui soggetti che, per vizi formali, non hanno partecipato alla gara». C.S.

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di Redazione web