Il Tirreno

Città e futuro. Il sindaco: in consiglio a ottobre e in 6 mesi avremo il regolamento urbanistico

Aulla, nuovo look a rilento

Gianluca Uberti
Veduta di Aulla e a lato l’area ex Cjmeco
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Veduta di Aulla e a lato l’area ex Cjmeco

Ancora rinvii per la presentazione del piano strutturale

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 AULLA. Forse ci siamo. Giovedì 30 settembre o al più tardi nei primi giorni di ottobre, il travagliatissimo piano strutturale aullese sarà adeguato, in sede di consiglio comunale, alle prescrizioni della conferenza paritetica regionale. Un passo importante (quando verrà avviato) per il futuro della città, come più volte annunciato dalle varie amministrazioni comunali.  «Stiamo preparando - afferma il sindaco Roberto Simoncini, raggiunto telefonicamente - tutte le necessarie carte, insomma stiamo lavorando alacremente. Dopo questo passaggio, ci sarà la pubblicazione sul Burt, ossia il Bollettino ufficiale della Regione Toscana ed entro 6 mesi avremo poi il regolamento urbanistico». Sarà la volta buona, dopo continui annunci finora disattesi?  Probabilmente sì, visto che il primo cittadino aullese fornisce anche una data precisa per il tanto atteso "pronti, via".  Occorre ricordare, a tal proposito, che la giunta della Provincia di Massa Carrara, poco più di un anno fa, sanciva, di fatto, la sospensione dell'efficacia delle parti del piano strutturale oggetto di contestazione, in particolare le tavole di progetto 1, 1a, 4 e 5 con la normativa associata e l'insieme delle regole riferite alle trasformazioni territoriali di carattere insediativo.  Scendendo nello specifico, la giunta provinciale ha chiamato in causa quattro elaborati cartografici prodotti dal Comune di Aulla, che sarebbero troppo generici e riporterebbero «dati riferiti alle superfici territoriali che non sono raffrontabili o che sono in contraddizione con dati analoghi contenuti negli elaborati di progetto del piano strutturale».  Inoltre, il piano strutturale ignorerebbe l'area Cjmeco a Pallerone, dove insiste, da anni, una mega discarica a cielo aperto.  «La ricognizione delle aree degradate - scriveva allora la giunta provinciale - sembra riportare solo aree ferroviarie e stradali dismesse e non dà conto di situazioni di degrado riconosciute anche dalla programmazione di settore regionale e provinciale, riguardanti i siti soggetti a bonifica o aree interessate da degrado quali, ad esempio, le aree Cincillà e Cjmeco, così come non si dà conto di tali problematiche nella valutazione degli effetti ambientali del piano strutturale aullese».  Ma non finisce qui.  Infatti, due tabelle riferite al dimensionamento residenziale e a quello artigianale industriale non sarebbero rapportabili ad alcun elemento cartografico «che consenta di comprenderne natura e portata, ma, soprattutto, non risultano valutate nella relazione di valutazione degli effetti ambientali», mentre le già citate tavole di progetto 1, 1a, 4 e 5 con la normativa associata, ad esempio, «risultano, in taluni casi, non coerenti con le indicazioni del Ptc riferite alla disciplina del territorio provinciale e alla disciplina della sostenibilità dello sviluppo».  Grande attesa, dunque, anche se sul piano strutturale aullese sono gravate (e sembra che ciò possa continuare) numerose incognite.

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