Sicurezza
Asili nido, 60 bimbi restano fuori
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Tutto esaurito negli asili nido comunali Protesta un genitore: «Io, disoccupato, penalizzato nelle graduatorie»
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MASSA. Tutti al nido, anzi no. Per sessanta piccoli non c'è posto nelle strutture comunali dedicate all'infanzia: per loro c'è solo la lista di attesa, e la speranza che qualche famiglia decida di rititare il figlio dall'asilo magari perchè cambia città, o per qualsiasi altra ragione. I 60 bambini rimasti fuori dagli asili nido appartengono tutti alla fascia dei semi-divezzi, ossia hanno fra i 13 e i 24 mesi d'età. Il settore istruzione del Comune è invece riuscito a trovare posto per tutti i piccoli della fascia "divezzi", cioè fra i 2 e 3 anni e per i lattanti (fino a 12 mesi). «Impossibile fare di più: le risorse e le strutture a nostra disposizione sono queste», spiega il dirigente del settore Santo Tavella. Le domande di iscrizione agli asili nido comunali sono state quest'anno 242, a cui vanno aggiunte 94 richieste di rinnovo di iscrizione. In tutto, fanno 336 richieste d'asilo (lo scorso anno le nuove domande erano state 240, mentre le richieste di rinnovo sono in lieve calo: un anno fa, infatti, erano 114). I posti disponibili sono però soltanto 230. L'amministrazione civica, attraverso il sistema dei buoni di servizio, ha "messo a posto" altri 20 bimbi in alcuni nidi privati accreditati. In altri casi ha fatto ricorso ai voucher, cioè una forma di contributo al pagamento delle rette: la famiglia manda il figlio a una struttura privata, il Comune si impegna a pagare, a fine anno scolastico, la differenza tra la quota pagata al nido privato e al quota che avrebbe pagato presso la struttura pubblica. Ma anche utilizzando queste forme di assistenza aggiuntiva, la lista di attesa non si è esaurita. Generando proteste degli esclusi. Come quella di un giovane padre disoccupato: «Io ho perso il lavoro, mia moglie, per fortuna no. Abbiamo fatto richiesta per un posto al nido di nostro figlio e siamo risultati tra gli ultimi nella graduatoria. Ho chiesto chiarimenti agli uffici comunali, mi hanno risposto che i punteggi sono tarati in modo da favorire le famiglie in cui entrambi i coniugi lavorano. Insomma: visto che sono a casa, mi hanno fatto capire, posso accudire mio figlio. Già, ma quando ci vado a cercare un altro lavoro?» In effetti, il regolamento comunale degli asili nido (come quello di molte altre città) attribuisce un punteggio maggiore alle famiglie con mamma e papà occupati. Favorendo così, magari, chi ha rediti molto alti e potrebbe permettersi l'asilo privato. O, come in questo caso, penalizzando chi il lavoro deve trovarlo. C.F.
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