Il Tirreno

«Pagherà di più chi guadagna di più»

Argante Mussi segretario del Pd
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Argante Mussi segretario del Pd

Mussi (Pd): alcuni industriali hanno già dato anche troppo

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 CARRARA. «Paghi di più chi ha il materiale più pregiato. Avere lo statuario è come avere in affitto un fondo commerciale in centro a Forte dei Marmi, non si può pagare la stessa cifra che alla periferia di Avenza».  Con questa frase, molto chiara, il Pd rompe il silenzio e interviene nella «guerra del marmo». Quella che si è scatenata dopo la pubblicazione delle tariffe pagate, fino ad alcuni anni fa, dagli industriali del settore. Ma secondo il neo segretario del Pd Argante Mussi, il Pd, in realtà non è masi stato zitto in proposito. Tutt'altro.  Mussi: il primo a riparlare di marmo sono stato io. «Ma quale silenzio! Anzi - ci tiene a precisare Mussi - sono stato proprio io a dire che era da tre anni che non si parlava più di marmo (il messaggio, nemmeno troppo trasversale, è per il sindaco Angelo Zubbani?). Sono stato io il primo a risollevare questo argomento, certo non focalizzando tutta la discussione sulle tariffe ma, più in generale, su una necessaria politica del marmo che comprende l'escavazione, la lavorazione e il turismo riprendendo in mano quanto previsto dai Piuss. Anche ripensando il ruolo della Imm e quello del Distretto: non limitiamoci a pensare di cancellarlo, ma a farlo funzionare bene».  La trattativa con gli industriali? Il Comune era in difetto. Argante Mussi parte da lontano, dalla trattativa con gli industriali avvenuta subito dopo la dichiarazione di illegittimità della tassa marmi. «È stata una trattativa al ribasso quella dell'amministrazione - spiega - perché prevedeva il ritiro dei ricorsi e la rinuncia dei rimborsi da parte degli imprenditori. L'accordo doveva stabilire che si pagasse in base alla qualità: poi è uscito qualcosa di più vicino alla tariffa unica che volevano gi industriali».   «Paghi di più chi guadagna di più». Il ragionamento di Mussi è semplice. «Nel 2012 scade l'accordo con gli industriali, possiamo stare fermi, è quello che è successo fino ad ora, e dopo applicare in toto il regolamento degli agri marmiferi - spiega - Oppure si può semplificare tutto e arrivare prima ad un accordo. Partendo da un punto fermo: dovrà pagare di più chi ha il materiale migliore. Perché non è vero che gli industriali hanno sempre dato poco alla città: c'è chi probabilmente ha pagato troppo rispetto al valore del suo marmo, e chi invece troppo, troppo poco».  «Le richieste al settore lapideo poi - continua Mussi - non devono essere legate alle urgenze di bilancio delle casse comunali, ma al bene della comunità. Per questo una parte degli introiti dalle cave, visto anche che la strada dei marmi fra poco sarà finita, dovrebbe essere destinata ai servizi sociali e all'arredo urbano. Ed essere quindi più visibili e godibili per la città tutta». A.V.

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