Finanza
Polemica sul punto nascite. A ottobre nuovo incontro tra i sindaci sulla struttura di Pontremoli
Ostetricia, la sfida continua
Gabriele Dini
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Il punto nascite di Pontremoli Sopra, il sindaco Franco Gussoni L'Asl: «Avanti con la chiusura, troppi pericoli»
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PONTREMOLI. Il vento dell'autunno non porta novità positive sul centro nascita. Entro martedì sarà convocata la conferenza dei sindaci per discutere della chiusura del centro ostetrico dell'ospedale di Pontremoli: ma lo stesso presidente della conferenza Roberto Pucci esprime perplessità sul mantenimento della struttura. E l'Asl annuncia di voler andare per la sua strada nonostante le richieste dei cittadini. I sindaci di tutta la Provincia - su richiesta dei primi cittadini di gran parte dei centri della Lunigiana - si incontreranno a inizio ottobre per parlare nuovamente del centro nascite da tempo al centro di polemiche. Ma la decisione annunciata nell'estate dal direttore generale dell'Asl Antonio Delvino sembra irremovibile: i bambini lunigianesi dal febbraio 2011 dovranno "emigrare" altrove per nascere. «Non ci sono stati cambiamenti rispetto alle nostre posizioni - risponde in maniera categorica Delvino al telefono - il piano di chiusura va avanti». Delvino ribadisce che i punti nascita che "producono" meno di 500 bambini all'anno devono chiudere. «Ce lo chiedono - spiega il direttore - l'Unione Europea e l'Organizzazione mondiale della Sanità. E' un motivo di sicurezza». Ma proprio la sicurezza è uno dei punti su cui insistono i cittadini della Lunigiana con il sindaco di Pontremoli in testa. «Arrivare a Massa da certe frazioni - ribadisce Franco Gussoni - richiede molto tempo ed è un pericolo per le madri e i piccoli. Spero che i miei colleghi vogliano appoggiarci in conferenza dei sindaci: questa struttura non è importante solo per il nostro comune ma per tutto il territorio». Gussoni riconosce che l'Asl e Delvino hanno già fatto molto per l'ospedale di Pontremoli. «Grazie al suo lavoro - spiega il sindaco di Pontremoli - sono state sbloccate situazioni che andavano avanti da anni. Spero che voglia comprendere le nostre ragioni anche sul centro nascite». Gussoni dice di non voler entrare in polemica con la Regione ma ricorda che «quando Rossi era assessore aveva promesso di mantenere il centro. Non vedo perché ora si dovrebbe fare marcia indietro». Per Gussoni il centro dovrebbe solo essere messo in sicurezza. «Sono cose fattibili, non chiediamo troppo. Spero che gli altri sindaci ci aiutino a difendere le esigenze dei cittadini». Di parere diverso il sindaco della vicina Fivizzano Paolo Grassi. «Basta con queste polemiche - spiega - quel centro non può continuare ad esistere perché è pericoloso perché troppo piccolo». Grassi risponde anche a chi teme di perdere lentamente l'identità lunigianese facendo nascere i ragazzi altrove. «Ormai - commenta il sindaco - è possibile scrivere sui documenti un altro luogo rispetto a quello di nascita, questo è un falso problema». Scettico sul mantenimento in servizio del punto nascita pontremolese anche il sindaco di Massa (e presidente della conferenza dei sindaci) Roberto Pucci. «La conferenza mi è stata chiesta dai colleghi lunigianesi - spiega Pucci - e per questo sarà convocata. Ma se il direttore dell'Asl parla di pericolo io non mi posso sostituire a lui. Per mandare avanti un centro come quello on sicurezza servirebbe un'equipe medica attiva 24 ore su 24. Non so chi potrebbe assumersene gli oneri». Per Pucci i lunigianesi stessi fanno già nascere i loro figli altrove. «E lo fanno - conclude - anche molti di coloro che stanno portando avanti la protesta». Poche le speranze dei pointremolesi di far valere il numero dei comuni più piccoli in conferenza dei sindaci. In quell'organismo non si vota infatti per "teste" ma basandosi sul numero di abitanti e di consiglieri comunali: in questo modo saranno i giganti Massa e Carrara a far pesare le loro decisioni.
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