Il Tirreno

«La valigia era mia»

«La valigia era mia»

Parla il proprietario del trolley fatto esplodere È un ragazzo senza fissa dimora: «Mi spiace»

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 MASSA.Non voleva procurare nessun allarme bomba. Il proprietario della valigia fatta brillare alcuni giorni fa è molto dispiaciuto per tutto il caos procurato, ma lui nella sua valigia aveva soltanto tutte le sue cose, soprattutto i suoi vestiti che ora non ci sono più. Si tratta di un ragazzo senza fissa dimora a Massa soltanto da poche settimane e che si era allontanato per comprare qualcosa da mangiare e per chiacchierare con alcuni amici, che come lui hanno scelto la strada come casa. Per evitare, appunto, che qualcuno potesse portargli via tutto il suo mondo racchiuso in quella valigia, ha deciso di lasciarla vicino ai cespugli del liceo Classico. «Nessuno poteva pensare - ha spiegato l'uomo insieme ai suoi amici - che potesse succedere tutto quel patatrac. Dopo un po' sono tornato per riprendere la valigia e spostarmi ma non ho potuto avvicinarmi c'era la polizia e ho preferito allontanarmi».  Questo ragazzo, che è italiano ma non massese, ha pensato che forse era meglio non dire alla polizia che quella valigia era la sua, non voleva problemi, non voleva correre il rischio di dover finire in questura per dare spiegazioni sulla sua presenza e sulla sua valigia. Non gli è rimasto altro da fare che dover guardare impotente mentre la sua valigia saltava in aria con dentro i suoi pochi oggetti personali. Una vera e propria sofferenza. In quel trolley c'erano anche alcune foto e alcune lettere unico legame con la sua vita passata.  «Una cosa è certa non volevo spaventare nessuno, soprattutto le persone che in quel momento si trovavano all'interno della scuola. La mia valigia era molto voluminosa e non pensavo che qualcuno potesse credere che all'interno si nascondesse del tritolo. Probabilmente un attentatore sceglie un contenitore meno vistoso». Comunque il proprietario della valigia non si è perso d'animo, questi sono inconvenienti legati alla vita di strada. I suoi amici prontamente hanno deciso di aiutarlo offrendogli alcuni dei loro capi di abbigliamento. R.L.

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di Redazione Pisa