Sicurezza
A perdere le staffe lo zio quarantenne di una bambina caduta dalla bicicletta
«La fai visitare o ti uccido»
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Lingresso del Pronto soccorso Minacce all'infermiere del Pronto soccorso: condannato
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CARRARA. Minaccia di morte l'infermiere del Pronto soccorso che non vuole fare visitare subito la nipotina caduta dalla bicicletta. È stato condannato a 2 mesi di reclusione (la pensa sarà sostituita da una pena pecuniaria che verrà stabilita dal giudice) un quarantenne che, un paio di anni fa aveva perso le staffe nell'astanteria del Pronto soccorso dell'ospedale cittadino. L'uomo era arrivato, in macchina, al Pronto soccorso con la nipotina, che era appena caduta dalla bicicletta e che, secondo quanto riferito dallo zio, aveva perso conoscenza. Per l'infermiere dell'accettazione si trattava di un «codice giallo» - di non estrema urgenza - e, prima di farla passare aveva dato la precedenza a un caso più grave. Chiedendo in tanto le generalità ai parenti per sbrigare le pratiche burocratiche di rito. A questo punto l'uomo era andato in escandescenze. Ne era quindi nata un'accesa discussione nella sala d'attesa del Pronto soccorso cittadino e il quarantenne finito sotto processo ha cominciato a minacciare di morte l'infermiere. Avrebbe anche allungato le mani dentro la guardiola, colpendo al volto l'infermiere con cui aveva avuto l'alterco. La vicenda ha avuto epilogo ieri in tribunale. Il pm, Riccardo Balatri, aveva chiesto per l'imputato una condanna a 6 mesi di reclusione. L'avvocato difensore, Salvatore Bianchini del foro di Firenze, ha contestualizzato il fatto precisando, innanzitutto che i due protagonisti della vicenda si sono poi chiariti e hanno fatto pace. Anche perché da parte dello zio della bambina era stata presnetata, a sua volta, una querela per omissione di soccorso. L'avvocato bianchini ha quindi spiegato al giudice che la ragazzina, caduta dalla biciletta, aveva perso conoscenza, fino al suo arrivo in ospedale. Da qui era nata la preoccupazione dello zio che in quel momento l'aveva in affidamento e l'aveva portata a giocare al parco. Per questo motivo l'uomo quando ha visto che l'attesa al Pronto soccorso si prolungava ha perso il controllo e solo per la grande preoccupazione che aveva dentro avrebbe cominciato a inveire contro l'infermiere. E sulle lesioni l'avvoctao della difesa ha precisato: «Il mio assistito ha allungato le mani nella guardiola ma non lo ha colpito, nesusno dei testimoni ha affermato qeusto». Il giudice Mauceri al termine della discussione ha condannato l'imputato a 2 mesi di reclusione, pensa da sostituire con una pena pecuniaria, per le minacce aggravate. Mentre lo ha assolto, perchè il fatto non sussiste, dall'accusa di lesioni nei cofnrotni dell'infermiere. A.V.
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