Il Tirreno

Contatore staccato e calci alla porta
in una casa del centro di Avenza

Dispetti e botte agli inquilini per mandarli via

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 CARRARA. Stalking agli inquilini per mandarli via dalla casa appena comprata prima della scadenza del loro contratto di affitto. Contatore manomesso, luce staccata in piena notte e anche per cinque giorni di fila. Portone sfasciato a calci e intonaco buttato giù a pezzi: una persecuzione continua, sfociata anche con un'aggressione vera e propria ai danni dell'inquilino sotto sfratto.  La vicenda è finita in tribunale. Protagoniste due famiglie di albanesi. Motivo del contendere una casa nel centro storico di Avenza.  Quell'appartamento era stato acquistato (il proprietario è un avenzino del centro storico) da madre e figlio albanesi.  Ma l'alloggio era occupata dagli inquilini (una coppia di albanesi assistita dall'avvocato Alessio Menconi) che vi abitavano ormai da tempo. Il loro contratto d'affitto sarebbe scaduto dopo due anni e non avevano intenzione di andare via prima. Ma, a quanto pare, i nuovi proprietari non erano disposti ad attendere. E così hanno provato a mandarli via usando le maniere forti. . E hanno cominciato con i dispetti: prima staccando la luce, poi addirittura arrivando a sfasciare il protone di casa. E (ma per questo episodio c'è un altro processo penale, per aggressione e lesioni, ancora in corso) a picchiare uno degli inquilini.  La vicenda si è conclusa ieri con la condanna di Erion Palikoti a 1 mese di reclusione (pena sospesa). È stata invece assolta, perché il fatto non costituisce reato, la madre. I due dovranno risarcire dei danni gli affittuari della casa: la quantificazione, ossia la somma da risarcire sarà determinata in separata sede. A.V.

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