Il Tirreno

Comune e Asl, alt ai pagamenti

Rossana Lazzini
Lavori in corso per una rotatoria: le imprese si lamentano per i ritardi dei pagamenti
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Lavori in corso per una rotatoria: le imprese si lamentano per i ritardi dei pagamenti

Imprese fornitrici e cooperative nei guai: rischiamo la chiusura

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 MASSA. Allarme: Comuni e Asl non pagano (o lo fanno solo con parecchio ritardo) i loro fornitori. Settimane, mesi di rinvii prima di saldare i conti lasciando lavoratori e imprenditori in gravi difficoltà. A denunciare questa situazione alcuni titolari di aziende e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.  I primi sono titolari di imprese che hanno realizzato per conto dell'amministrazione pubblica marciapiedi, strade, rotatorie o hanno svolto lavori di manutenzione di edifici pubblici. E che, adesso, si trovano in difficoltà perchè non riescono far quadrare i loro conti.  «Sono mesi che attendiamo il saldo delle fatture. Il Comune ci ha proposto di risolvere la questione attraverso un accordo trovato con la Cassa di Risparmio di Carrara che prevede, però, il pagamento degli interessi a carico nostro, soldi che non vogliamo pagare».  L'assessore alle Finanze Alessandro Volpi aveva già spiegato che il ritardo dei pagamenti era ed è legato alla necessità di «non rischiare di sforare con il patto di stabilità» e che comunque si trattava di una situazione momentanea.  Gli imprenditori aspettano e intanto buttano là: «L'amministrazione quest'anno risparmia i soldi della stagione teatrale, visto che il Guglielmi è chiuso, forse potrebbero iniziare a pagarci con questi soldi».  Sull'altro fronte, quello dell'Asl, sono i sindacati della funzione pubblica a sollevare la questione delle strutture convenzionate di assistenza e cura - come Aias, Casa di riposo ecc. - e delle strutture legate alla cooperazione sociale per i tempi di pagamento che vanno ben oltre i 90 giorni fissati come termine massimo da un "tavolo" provinciale. «Ci sono situazioni pesanti - sostengono Cgil, Cisl e Uil - che vantano crediti all'agosto 2009. Siamo preoccupati di questa situazione che la manovra finanziaria del governo sicuramente acuirà nei prossimi mesi ed alcune situazioni che si stanno verificando in Lunigiana dove l'Asl spezzina ha comunicato che ridurrà gradualmente il numero dei posti convenzionati in strutture extra-regionali, chiaramente rischiano di portare inevitabilmente ad un ridimensionamento del numero degli addetti».  I sindacati confederali chiedono dunque che la Conferenza dei sindaci, l'Asl e l'amministrazione provinciale affrontino seriamente il problema «mettendo in campo tutta la loro autorevolezza e muovendosi unitariamente». Perchè - dicono in coro - «l'indotto del settore pubblico dà lavoro a migliaia di persone che rischiano nei prossimi mesi il licenziamento». E perchè «si rischia il taglio indiscriminato di servizi al fine di mantenere gli equilibri di bilancio (sia per le aziende pubbliche che private)».

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