Il dolore
Sanità. La struttura, prevista da una delibera regionale, dovrebbe ospitare i malati in fase terminale
Bocciato l'hospice alla Don Gnocchi
Chiara Sillicani
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IL LUOGO. Lo stabile di proprietà della Fondazione che avrebbe ospitato lhospice Per il Comune mancano i requisiti tecnici. L'Asl: era un'ottima soluzione
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MASSA. Il Comune dice "no" all'hospice alla Don Gnocchi. Dietro il nome inglese si nasconde una struttura a metà strada tra il sociale e il sanitario. L'hospice, infatti, accoglie i malati gravi e in fase terminale, un luogo in cui il paziente riceve tutte le cure necessarie, in un ambiente il più possibile vicino a quello domestico: prestazioni mediche e familiarità. A prevederlo è una delibera della Regione Toscana. Ma quella struttura la nostra provincia ancora non ce l'ha. Il Pal (il piano di programmazione sanitaria locale) sulla questione parla chiaro: l'hospice si farà a Monterosso, negli edifici dell'ospedale carrarese. Ma perché ciò avvenga è necessario che quegli stabili siano dismessi, non servano più, in poche parole che sia sorto l'ospedale unico di viale Mattei. E nel frattempo? L'azienda sanitaria pensa agli spazi della Fondazione Pelù dove aprirà la rsa (residenza sanitaria assistita), ma i lavori sono ancora in corso. Scatta quindi l'ipotesi Don Gnocchi. «Il percorso con la Fondazione - chiarisce Antonio Delvino, direttore generale dell'Asl - nasce dalla nostra volontà di accelerare i tempi di realizzazione dell'hospice». La Don Gnocchi, infatti, è proprietaria di uno stabile, proprio sul mare, che ha deciso di ristrutturare. Si tratta dell'edificio che per anni ha ospitato la Casa Ascoli. Vengono realizzate 20 camere con due posti letto (nell'hospice è, infatti, prevista anche l'accoglienza per un familiare del paziente). Chiaramente l'Asl si convenziona con la Don Gnocchi e il paziente può essere ospitato a spese del servizio sanitario. Per il direttore Delvino, quella è «un'ottima soluzione» tanto che l'azienda - spiega - ha già avviato la formazione del personale. «Certo - rafforza - la sede definitiva è Monterosso, ma non possiamo aspettare la conclusione dei lavori per l'ospedale unico». Una soluzione temporanea, dunque. A visitare la struttura arriva la commissione consiliare sulla sanità a cui l'idea che quello stabile ospiti l'hospice non piace. I commissari non pronunciano un "no" definitivo, ma rilevano alcune mancanze tecniche che farebbero di quell'edificio un «sito non auspicabile» per l'accoglienza dei malati terminali. Non soltanto, i ben informati assicurano che anche sulla eventuale gestione dell'hospice e sulla convenzione tra la Fondazione e l'Asl, ci sarebbero aspetti non condivisi dalla commissione e, più in generale, dall'amministrazione. All'Asl arriva quindi una lettera formale. Una bocciatura - per lo meno per come stanno le cose oggi - della soluzione prospettata per l'hospice. I pazienti in fase terminale rimangono quindi nel reparto di medicina o a casa. In attesa di una nuova decisione.
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