Il Tirreno

«Tagli, situazione intollerabile»

Gabriele Dini
«Tagli, situazione intollerabile»

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«Trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere». Con questo slogan preso a prestito da Pietro Calamandrei - e che vuol far riflettere sul ruolo insostituibile della scuola pubblica minacciata da tagli e riforme - si è aperta ieri mattina l'affollatissima assemblea organizzata dalla Flc-Cgil. Mentre in molti istituti è stato impossibile fare lezione a causa dell'agitazione, nell'auditorium dell'Ipsia Barsanti non c'era posto per tutti. Molti docenti e lavoratori arrivati per discutere del loro futuro hanno dovuto sistemarsi sulle scale e nel cortile. Secondo gli organizzatori della manifestazione c'erano oltre 500 persone. «Una partecipazione di questo genere - ha spiegato il segretario della Flc-Cgil Fabrizio Rocca - non si è mai vista prima.

Per i lavoratori della scuola i tagli non sono più sopportabili». Durante l'incontro si è parlato dei tagli al personale, ma anche del sovraffollamento delle classi («molte le situazioni di disagio con oltre 30 ragazzi per classe in scuole come le medie del Malaspina o al liceo classico "Rossi" di Massa», hanno spiegato gli addetti del sindacato a margine dell'assemblea). A scaldare gli animi anche il tema del blocco degli scatti di anzianità, che cancellerà aumenti di stipendio per molti docenti. Annunciata una serie di scioperi a "scacchiera". Il personale scolastico si asterrà infatti dal lavoro per un'ora - la prima o l'ultima - in date ancora in gran parte da definire - si partirà comunque con il primo di ottobre - ma distribuite da ottobre a dicembre. «L'assemblea - ha aggiunto Rocca - è solo l'inizio di una mobilitazione che andrà avanti per mesi. Lavorare così non è più possibile». In sala non solo precari. «Anche noi insegnanti di ruolo - spiegano Daniela Bernasconi e Antonio Murà, entrambi insegnanti dell'Artistico - abbiamo motivi di protestare. Si parla di riforme ma è solo una mistificazione della realtà. Omai a scuola tutto è basato sulla buona volontà dei singoli insegnanti.

Nella scuola c'è disagio e rabbia e lo dimostra il numero di persone arrivate qui stamani». Preoccupante la situazione dell'insegnamento delle lingue straniere. «Nella mia scuola - spiega una docente di inglese di un liceo cittadino - sono state accorpate molte classi. Io ne ho alcune con 28 alunni. Come faccio a insegnare loro la lingua con le poche ore a disposizione?». Una collega annuisce e incalza. «Anche i laboratori - spiega - spesso non sono a norma e hanno macchinari che si rompono. E adesso ci tagliano anche i tecnici. Così didattica e sicurezza sono seriamente compromesse».

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