Il dolore
Scuola, caccia ai baby pusher
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Spaccio a scuola: indaga la polizia Almeno quattro gli studenti individuati dalla polizia
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MASSA. Sono almeno quattro i baby spacciatori su cui indaga la procura. Per ora non ci sono i nomi, nel senso che non li conoscono neppure gli inquirenti, ma si sa che sono studenti che frequentano gli istituti di scuola superiore della provincia apuana. E che rischiano l'arresto per spaccio di droga. Gli indizi a loro carico sono pesanti e sono gli stessi che qualche settimana fa avevano costretto il sostituto procuratore Federico Manotti a lanciare l'allarme droga nelle scuole. La procura e le forze dell'ordine li hanno raccolti grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali. Dalle conversazioni registrate viene fuori un quadro poco edificante e decisamente preoccupante: i ragazzi parlano con i corrieri marocchini e chiedono informazioni sulle forniture di cocaina che aspettano. In qualche caso citano in modo esplicitano i loro compagni. E fanno capire - senza ombra di dubbio - che il passaggio di soldi e stupefacenti avviene tra i banchi. Al massimo questi spacciatori quindi hanno diciotto anni, perché frequentavano le superiori l'anno scorso e anche quest'anno saranno sui registri della loro classe. Altro fattore preoccupante che viene fuori dall'inchiesta è la quantità di cocaina che viene smerciata nelle aule, tra un cambio di lezione e l'altro, o nei gabinetti. Davvero tanta. E il problema è che a comprare sono anche quelli di prima o di seconda superiore. Poco più che bambini. Resta da capire adesso chi sono questi baby spacciatori. Non sarà semplice scoprire a quali ragazzi associare i nomignoli usati dai nordafricani. Una grossa mano all'indagine potrà darla l'operazione di prevenzione che scatterà già dalla prossima settimana, grazie all'intervento dei carabinieri e di alcune unità cinofile. Controlli serrati davanti ai cancelli delle scuole, con tanto di perquisizioni. Saranno controlli random. I ragazzi si troveranno di fronte le forze dell'ordine con i cani antidroga. Chi avrà lo stupefacente addosso non potrà farla franca, quindi. L'operazione di controllo rallenterà l'entrata e l'uscita da scuola, ma sono stati presi accordi con i presidi per chiudere un occhio sugli eventuali ritardi. Mentre prima si tendeva a escludere che i ragazzi facessero uso di droga a scuola, adesso invece la convinzione è un'altra: anche la cocaina viene consumata lì. Ma nelle scuole i pusher potrebbero aver trovato anche dei nascondigli super sicuri dove poter lasciare lo stupefacente. Del resto portarselo dietro sarebbe troppo rischioso. Tutte queste sono prove che ormai gli inquirenti hanno acquisito, quindi entro breve - appena ai nomi da battaglia saranno appiccicati quelli veri - scatteranno gli arresti. Perché i ragazzi saranno arrestati. E forse le loro manette, oltre a far cessare lo spaccio tra i banchi, potranno dare una vera lezione di educazione civica ai loro compagni.
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