Il dolore
Per ora risparmiati i macchinari, ma se tutto resterà così comè la protesta andrà avanti
Rabbia operaia, Eaton occupata a metà
Chiara Sillicani
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Uno striscione di protesta dei lavoratori della Eaton Nessuna novità sul progetto della Carbon global: le tute blu si insediano nella sala riunioni
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MASSA. Lo scopo è chiaro: tenere compatto il fronte sindacale. Evitare che le fratture che segnano il mondo del lavoro a livello nazionale, incidano anche sulla vertenza Eaton. Così i sindacati si guardano negli occhi e dicono sì all'occupazione. Lo fanno compatti. E convinti che serva un'espressione chiara del dissenso. Gli operai lo avevano annunciato: aspettiamo fino al 15 settembre, poi passeremo alle vie di fatto. E di fronte al nulla di nuovo sul fronte della reindustrializzazione, mantengono la parola data. Presidio 24 ore su 24. La decisione viene presa durante un'assemblea calda in cui si alza la voce di chi chiede prese di forza, posizioni decise, reazioni ad «un Governo che non da risposte, non nomina un Ministro allo sviluppo economico e ad una proprietà (la Eaton) che latita». Così scatta la decisione di occupare. Un'occupazione a metà, a dire il vero, perché nessuno salta i cancelli per raggiungere i locali delle sale macchine. Ma gli operai tornano alla "politica" dei primi mesi: presidio 24 ore su 24 e lavoratori che rimangono in fabbrica anche di notte. «Perché quest'area - sintetizza Alessio Castelli, segretario della Fiom - è di chi qui ha prodotto, permettendo guadagni e garantendo la valorizzazione dei terreni». Nessuna novità da Global Carbon. La delusione è forte. Perché ieri mattina i rappresentanti sindacali scoprono che siamo ad uno stallo. Martedì sera il presidente Enrico Rossi li convoca a Firenze. I lavoratori sanno che lui è dalla loro parte e lo considerano un riferimento, le parole positive sul suo operato e su quello delle istituzioni locali sono molte, anche durante l'assemblea. Ma dall'incontro con la Regione non arrivano segnali positivi. «Il presidente - confermano Castelli e il collega Marco Battistini (Cisl) ha garantito l'interessamento per il progetto sulla filiera del carbonio che sta andando avanti». Senza certezze, però. Perché il consorzio di aziende interessate a realizzare quel progetto, tra cui grandi nomi della nautica, non si è costituito. E, nonostante l'impegno di Fidi toscana, (il soggetto regionale che media l'accesso al credito) mancano i finanziatori. Non solo, ma fino ad ora Eaton non avrebbe definito il valore delle aree. E l'accordo di programma? Una soluzione potrebbe essere l'accordo di programma: vari soggetti, dal Comune al Ministero, mettono nero su bianco i rispettivi impegni per il rilancio industriale. «Ma - ribadiscono lavoratori e sindacalisti- nei cassetti degli uffici romani di accordi di questo genere ce ne sono già 160 e tutti in attesa di finanziamento». Ecco, quindi, la scelta di evitare l'immobilismo, di lanciare un segnale chiaro perché la vertenza Eaton non sia derubricata dall'agenda politica locale e nazionale. Occupazione e manifestazioni. Allora l'idea è quella di una grande manifestazione, con l'appoggio della Regione, che rinsaldi la solidarietà nei confronti dei lavoratori. Ma per organizzarla serve tempo e gli operai Eaton non possono perdere un minuto perché dal 14 dicembre, anche se otterranno la cassa integrazione in deroga, non avranno più il contributo della Eaton e il loro reddito si ridurrà a poco più di 700 euro al mese. Ecco, quindi, la scelta di occupare un'area dell'edificio, quella già a disposizione degli operai, ma fino ad ora solo di giorno e per le riunioni. E la possibilità di passare a forme di protesta più forti e più visibili.
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