Il Tirreno

Idea: meglio tre porti turistici che uno solo

Alessandra Vivoli
Il capitano Francesco Menconi
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Il capitano Francesco Menconi

Il capitano Menconi (Caccia Ambiente) presenta il maxi progetto

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 CARRARA. Tre porti turistici al posto di uno. Ma tutti e tre complementari per fare in modo che il progetto del nuovo approdo destinato al diporto (e sulla carta, o meglio sui protocolli firmati dai due comuni, Carra, Massa e la Regione) non finisca «insabbiato» nel giro di pochi anni.  E una variante al piano regolatore del porto, ossia una nuova diga foranea, propedeutica a tutti i progetti in materia di portualità.  È questa la proposta, che nasce dopo uno studio approfondito andato avanti per anni, basta anche sullo studio delle maree e dei fondali, avanzata dal capitano Francesco Menconi, coordinatore comunale di Caccia e Ambiente. Ieri c'è stata la presentazione al pubblico, in Circoscrizione a Marina, della variante che, per rendere fattibile il progetto di Menconi, dovrà essere applicata al piano regolatore del porto.  «Per realizzare il porto turistico, o meglio i due porti, uno su Carrara e uno su massa, separati dai due torrenti, nell'area già individuata al Lavello, è necessario prevedere una nuova diga foranea che corra parallela alla costa - ha spiegato il comandante Menconi - Ed è in questa area, che potrà quindi essere progettato il terzo porto turistico. Quello destinato ai grandi yacht». Quello la cui idea, tanto per fare chiarezza, è stata messa nero su bianco sul progetto di Punta Verde che nasce proprio dalla proposta di Menconi. Ma di cui il coordinatore comunale di Caccia Ambiente ieri ha preferito non parlare. L'argomento all'ordine del girono era un altro: proprio quella variante al piano regolatore del porto propedeutica a tutti gli altri progetti.  Il progetto preliminare. Ha ribadito il comandate Menconi, che ha tenuto la presentazione al pubblico accompagnato dal segretario di Caccia Ambiente, Valerio Ercolini, esiste già. E c'è pure una prima stima dei costi: il terzo porto, quello fuori dall'area individuata dai comuni e dalla Regione, dovrebbe costare intorno ai 120milioni di euro.  E proprio a proposito di soldi la domanda sorge spontanea. «Ma prevedendo tre porti turistici - proviamo a chiedere a Menconi - Non si rischia di vedere lievitare a dismisura, o meglio triplicare, anche i costi?»  «Ma i porti turistici li costruiscono i privati - replica - e sul territorio possono solo portare ricchezza e ricadute economiche importanti».  E per quel che riguarda la variante al piano regolatore del porto, ossia la nuova diga foranea, per il capitano Menconi non si tratta di una questione di cifre. Ma piuttosto di un'opera necessaria per salvaguardare i fondali del porto. E lo scalo stesso.  «Senza questa variante il rischio è di dover spendere ogni due anni, non più ogni quattro, milioni di euro per dragare i fondali - mette in evidenza Menconi - E poi c'è un rischio ulteriore: quello di vedere insabbiato sia lo scalo commerciale e, qualora venisse realizzato senza prima prevedere quest'opera, anche quello turistico».  Le idee il capitano Menconi le ha davvero chiare. Adesso la palla passa all'Autorità portuale: dovrà essere l'Authority, infatti, a fare suo il progetto e presentarlo al Ministero.

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