Il Tirreno

CERAMICA VACCARI

L'ex polo industriale di Santo Stefano ancora in attesa della bonifica

La ex Ceramica Vaccari di Santo Stefano Magra
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La ex Ceramica Vaccari di Santo Stefano Magra

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 SANTO STEFANO. La scorsa estate era tornata a essere una fabbrica di note e parole per la seconda edizione di "Bellacanzone" e, quindi, a essere al centro dell'attenzione come voleva il giovane sindaco Juri Mazzanti.  Poi, calato il sipario, per la ex fabbrica di ceramiche Vaccari, ritorna l'oblio.  E pensare che per anni era stata il cuore economico della vallata, per poi spegnersi poco a poco fino alla chiusura nel gennaio del 2007 dopo essere più volte passata di mano, fino agli austriaci della Lasselbergher.  Il Piano urbanistico comunale attribuisce alla zona (100mila mq di capannoni su un'area di 170mila) una sorta di mix funzionale: 50% industriale, 30% centro direzionale e restante 20% immobiliare residenziale.  Tanti gli appuntamenti richiesti al sindaco ma a oggi per l'area la situazione è ferma. «Per il momento non ci sono movimenti in attesa della Conferenza dei servizi per la questione legata alla bonifica che ci sarà a breve - afferma il sidnaco Juri Mazzanti - io sono impegnato in prima persona a trovare una soluzione importante per un'area strategica per tutta la provincia. Ma prima ci vuole il ripristino dell'ambiente, dobbiamo escludere che vi sia l'inquinamento della falda. La Conferenza dei servizi, che dovrà approvare il progetto di caratterizzazione dell'area, si farà a metà mese. La proprietà prima di poter vendere dovrà bonificare. Intanto per la sua caratterizzazione architettonica (vero esempio di archeologia in dustriale), il Comune ha salvato alcune testimonianze della fabbrica avviando una procedura di tutela con la Sovrintendenza, nella speranza che venga vincolato quanto più possibile».  Ipotesi sul futuro? Il sidanco punta su green economy e cultura: «Spero possa diventare un polo industriale avanzato, energicamente autosufficiente dove anche la produzione culturale possa diventare settore trainante. Ma in queste grandi scommesse ci vuole anche un po' di fortuna, io sono ottimista».

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di Redazione web