Lutto
Botte al figlio disabile, indaga la Procura
Alessandra Vivoli
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Bimbi che giocano a un centro estivo (foto darchivio) e sotto lassessore al sociale Massimiliano Bernardi Nel mirino del Comune c'è invece la gestione del centro estivo in cui si sono verificati i fatti
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CARRARA. Bimbo disabile picchiato dal padre al centro estivo: ora indaga la Procura. Le relazioni di quanto è avvenuto il 12 agosto scorso in un centro di Marina, sono state già inviate negli uffici giudiziari. Sono in corso gli accertamenti per verificare eventuali responsabilità, da parte del centro, in merito al grave episodio. E intanto una verifica starebbe per essere avviata anche dal Comune. Riguardo la gestione dei centri estivi e in particolare di quello in cui è avvenuto il fatto finito a vaglio della Procura. La vicenda. Un episodio gravissimo. Che ha avuto come protagonista, ma sarebbe più opportuno definirlo vittima, un bambino disabile. I fatti risalgono a metà agosto: il ragazzino aveva cominciato la giornata al centro estivo piuttosto agitato. Se la sarebbe presa con alcuni compagni: e le cose sarebbero precipitate al punto che il personale del centro estivo aveva chiamato a casa per chiedere l'intervento di un genitore. Si era quindi presentato il padre e, in preda ad una rabbia cieca, aveva cominciato a colpire il figlio. Lo aveva picchiato davanti ai compagni e alle operatrici. La relazione in Procura. La vicenda avvenuta al centro di Marina, con vittima il piccolo disabile non è stata archiviata come una brutta pagina estiva. Subito dopo il violento episodio c'era stato un summit in Comune, alla presenza sia dell'assessore alla Pubblica istruzione, Giovanna Bernardini, che assegna, di fatto, la gestione dei centri estivi, che di quello a sociale Massimiliano Bernardi. Anche se, è bene precisarlo, il bambino in questione - lo dichiara l'assessore Bernardi: «»Non è in carico ai servizi sociali». Le cose poi sono andate avanti. La relazione di quanto avvenuto al centro (che sarebbe stata firmata dalla stessa responsabile dell'associazione che lo gestiva), è stata inviata alla procura della Repubblica che, anche su imput dell'amministrazione, dovrà accertare se ci sono responsabilità da parte di chi gestiva il servizio, di fronte a una reazione così violenta avvenuta al cospetto di tanti altri bambini. La verifica interna del Comune. In questo caso la Procura non c'entra nulla. Si tratta di un'altra inchiesta, o sarebbe meglio chiamarla verifica. Questa volta voluta dall'amministrazione, per fare chiarezza sull'associazione che gestiva il centro estivo finito nell'occhio de ciclone. E in particolare, quello su cui si vuole fare luce, è il ruolo della responsabile dell'associazione che ha avuto dal Comune l'incarico, ossia la gestione ad assegnazione diretta, del centro estivo dove si è verificata l'aggressione da parte del padre al figlio disabile. La responsabile dell'associazione e, per i mesi estivi, anche del centro di Marina, infatti, risulta dipendente di Apuafarma la società partecipata che si occupa di servizi sociali. Da quanto dichiarano ad Apuaframa la dipendente in questione dallo scorso 29 giugno è assente dal servizio. «Da noi è assunta part time e quindi un doppio incarico non è incompatibile - si limitano a dichiarar dalla società - se poi si tratta di volontariato non capiamo dove sta il problema». Insomma per Apuafarma è tutto regolare. Meno forse per Palazzo civico che avrebbe deciso di verificare quello che, a tutti gli effetti, sembra un doppio ruolo. Partendo dal fatto è che per la gestione dei centri estivi ci sono delibere comunali che attribuiscono un budget preciso. Tanto che, proprio per i tagli al Bilancio, sono in forse i centri della prossima estate e la loro stessa organizzazione. E intanto, senza mettere in dubbio la professionalità di nessuno, qualcuno invoca anche da Palazzo, il ritorno alle vecchi gare, per l'assegnazione della gestione dei centri. Per permettere a tutti coloro che hanno i requisiti di parteciparvi.
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