Il Tirreno

Urbanistica, non definito il 40% delle volumetrie

Riprende oggi in consiglio comunale la maratona sul Piano strutturale
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Riprende oggi in consiglio comunale la maratona sul Piano strutturale

Piano strutturale, il Comune rinvia molte scelte. La Regione chiede chiarimenti

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 MASSA. Riprende oggi in consiglio comunale la discussione sul Piano strutturale. Le assise municipali si riuniranno per tre pomeriggi di seguito (oggi, domani e giovedì) con all'ordine del giorno l'esame delle e le relative controdeduzioni.  Molte delle osservazioni saranno definite - seguendo l'orientamento adottato dalla commissione Urbanistica - "non pertinenti". In pratica: ai cittadini che chiedono, ad esempio, l'edificabilità del loro terreno, verrà risposto che tali prescrizioni dovranno essere definite dal Regolamento urbanistico e non dal Piano strutturale (che disegna il futuro del territorio su una scala più ampia).  Ma, dopo l'esame delle osservazioni dei cittadini, si passerà a trattare delle osservazioni presentate da Regione, Provincia, partiti (tra cui il Pd), associazioni. E qui la partita, prevedibilmente, si accenderà.  In particolare, si prevede dibattito su una delle strategie cardine del Piano strutturale. Quella che prevede che una parte importante, circa il 40%, delle nuove volumetrie che riempiranno il territorio non vengano definite, ma siano rinviate alle scelte delle future amministrazioni. In altre parole, l'amministrazione vuole dotarsi di un jolly da giocare negli anni a venire: invece di indicare nel Piano Stutturale dove e come potranno essere realizzate quelle nuove volumetrie, lascia le mani libere per scelte successive. L'idea di base è: se il futuro è la città policentrica, meglio attendere che questo "policentrismo" si sviluppi prima di stabilire dove realizzare spazi pubblici, servizi e viabilità alle zone periferiche.  Una scelta controtendenza (i Comuni, di solito, tendono ad ampliare le previsioni di nuove volumetrie allo scopo di aumentare gli incassi degli oneri di urbanizzazione che costituiscono una parte rilevante dei bilanci). Ma su cui la Regione Toscana ha sollevato dubbi. Firenze ha fatto presente che quel "risparmio" di volumetrie è definito in modo troppo generico senza alcun riferimento alle Utoe, cioè le "Unità territoriali organiche elementari" in cui è suddiviso il territorio. Bisogna indicare dove si prevede che i nuovi volumi vengano realizzati, ha detto in pratica la Regione. L'amministrazione ha già accolto dal punto di vista tecnico queste osservazioni. L'ultima parola, però spetta al consiglio comunale. Così come spetta ad esso la risposta ad altri quesiti sollevati dalla Regione sulla destinazione del vecchio ospedale (quando nascerà quello nuovo in via Mattei) e sui progetti relativi alle ex colonie marine. C.F.

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