Il dolore
«Tasse e marmo? Parliamo prima di filiera»
Cna invita ad allargare il dibattito: il distretto va a due velocità
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CARRARA. Per la Cna provinciale il dibattito rovente sulle tasse comunali sul marmo e sulle concessioni delle cave «sono problemi importanti e seri che vanno affrontati, ma la crisi è molto più profonda ed è necessario ripartire da un dialogo complessivo. La tassazione è solo la punta dell'iceberg». La Cna rappresenta 150 imprese del settore, tra escavazione e lavorazione. Imprese che, dice Antonio Chiappini referente del settore per l'associazione, «stanno assistendo a durissimi attacchi e dibattiti velenosi su un comparto che non può essere soltanto limitato alla tassa marmi e agri marmiferi, problemi a cui non vogliamo certo sottrarci. Il nostro distretto va a due velocità: da una parte l'export dei blocchi e delle lastre con variazioni in positivo del 16% in quantità e del 21% in valore rispetto a due anni fa, dall'altro i lavorati che denotano una fortissima contrazione. Per di più il dato dell'export in blocchi non è rappresentativo della situazione dell'escavazione con il 70% di aziende in difficoltà. Occorra ragionare sul perché ci sono due velocità e ripartire anche dal documento presentato dal distretto del marmo che contiene proposte valide». Cna è preoccupata per il futuro delle imprese di trasformazione. «Il nostro patrimonio culturale e di impresa sta vendendo meno - sottolinea Chiappini che in questi giorni sarà a Roma per il contratto nazionale del marmo - Dobbiamo ritrovare la qualità e puntare sulla capacità di lavorare il marmo come nessuno sa fare». Alberto Devoti, artigiano del marmo storico carrarese: «Non sono state attivate politiche giuste. Passa il tempo e la cultura della lavorazione va smarrendosi; non c'è ricambio generazionale e una volta chiuse le aziende storiche non resterà nulla. Si pensa all'escavazione ma l'altra fetta del settore, quella che è il vero valore aggiunto per il territorio, si è dimenticata». La Cna inoltre sottolinea che «l'accordo del 2009, non sottoscritto dall'Associazione Industriali, è rimasto carta straccia. E' ancora valido?». Cna vuole invita, per il prossimo tavolo del marmo, a «un atto di responsabilità da parte di tutti». Gli fa eco l'imprenditore Alvise Lazzareschi: «La discussione sulla tassa marmi disturba l'ambiente e le imprese, confonde i cittadini e allontana da quelli che sono i problemi urgenti e reali da affrontare. Ci sarà un incontro interno all'associazione per redigere un documento con proposte: «Se non attiviamo una filiera è inutile parlare. Ditemi dove possiamo trovare una taglia blocchi a Carrara. E' lì la risposta».
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