Il Tirreno

Troppi parti, ospedale in affanno

Gabriele Dini
Troppi parti, ospedale in affanno

Chiuso il Materno infantile a Sarzana, record di nascite a Massa: 400 in 2 mesi

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MASSA. Quasi 400 parti in due mesi. Un record, al reparto materno-infantile di Massa. Ma non si tratta di un inaspettato boom delle nascite. Il fatto è che, in seguito alla chiusura della struttura "gemella" di Sarzana al punto nascita di Montepepe si sono rivolte numerose mamme della Val di magra. Con la conseguenza che la struttura rischia di andare in tilt. E così, per correre ai ripari, la direzione aziendale annuncia, per ora, l'arrivo di sei nuovi medici: che potrebbero anche diventare di più nei prossimi mesi.  Intanto il reparto di chirurgia, già finito sotto i riflettori e al centro di alcune dispute politiche a causa del personale "ridotto", è ancora senza primario dopo il pensionamento del dottor Giorgio Uggeri. Per conoscere il nome del sostituto c'è da attendere la fine dell'anno.  Un'estate calda. Nel mese di luglio i parti avvenuti nel reparto materno-infantile di Massa sarebbero stati poco più di 190. E ad agosto tra i 170 e i 180. Le cifre, provenienti da fonti interne all'ospedale, non sono ancora ufficiali ma fanno capire che, dopo la chiusura del reparto omologo di Sarzana, molte mamme hanno scelto Massa per far nascere i loro piccoli.  Le statistiche dell'Asl dicono che in media le nascite a Massa sono state circa 1500 all'anno. Quelle del reparto di Sarzana ormai chiuso erano circa 700. Se le medie mensili andassero avanti al ritmo dell'estate appena trascorsa in un anno le nascite annuali a Massa - che già sta attraendo partorienti da altre zone di Toscana e Liguria anche per la qualità dei servizi offerti - potrebbero superare quota 2000. Con il rischio di far saltare gli equilibri del reparto.  I carichi di lavoro per il personale sono stati alti (anche per la concomitanza delle ferie e la riduzione dell'organico al nido). Ma tutto, come confermano alcuni dipendenti, è filato liscio.  L'Asl non commenta sul numero di nascite estive o sulle stime. «E'troppo presto per dare cifre precise - spiega il direttore sanitario Andrea Macuzzi - a fine settembre, come era già previsto, controlleremo tutti i dati e stabiliremo le necessità di nuovo personale».  Intanto, per l'immediato, Macuzzi annuncia l'arrivo di 6 nuovi medici, la metà dei quali assunti a tempo indeterminato. Resta comunque ancora aperta la questione del personale infermieristico e tecnico.  In estate è stata superata anche un'altra piccola emergenza. durante il mese di agosto una macchina per la sterilizzazione della sala parto si è guastata. E ogni giorno il personale ha dovuto fare la spola tra Opa - dove ha sede il reparto - e l'ospedale. Ma, a quanto risulta, il problema tecnico è stato risolto. Il primario mancante. Durante l'estate la situazione di chirurgia - dove il posto di primario è tuttora vacantre - è stata oggetto di una disputa interna all'interno del Pd, con un botta e risposta tra il consigliere comunale Stefano Alberti e il circolo "Nuova sanità e sociale" Era stato il circolo a denunciare nuovamente la situazione del delicato settore. «Il reparto dovrebbe avere 9 medici e un primario, ma al momento i medici sono 7 e manca il primario».  Il direttore Macuzzi rassicura sulla situazione. «Dove manca personale - spiega - ci saranno sostituzioni. La preoccupazione poteva essere espressa l'anno scorso quando si è saputo che Uggeri e Ricci sarebbero andati in pensione, ma non ora visto che il reparto funziona bene. Ricci è stato sostituito dal dottor Michele La Macchia arrivato da Pisa e a reggere il reparto provvisoriamente è stato chiamato il responsabile di Carrara Mirko Lombardi».  E il primario per Massa? Il bando per la presentazione delle candidature scadrà a inizio ottobre. Ma il nuovo nome è previsto per fine anno. «Ci sono delle procedure concorsuali da seguire - spiega ancora il dottor Macuzzi - e i tempi non sono comnprimibili. Appena abbiamo capito che Uggeri non sarebbe potuto tornare (a causa della mancata approvazione del decreto Milleproroghe ndr) ci siamo mossi come prevede la legge».

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