Il dolore
Limmondizia di Montignoso scaricata a Massa? Vietina: basta con queste accuse
Rifiuti, scontro fra Comuni
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Cassonetti strapieni al confine tra i Comuni di Massa e Montignoso Paolini: tutto vero, sul confine 10 quintali in più al giorno
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MASSA. Scoppia (o meglio ri-scoppia) la guerra dei rifiuti «di confine». Carlo Paolini, presidente dell'Asmiu, ripete se i rifiuti massesi sono troppi, ciò è dovuto anche al fatto che tanti montignosini scaricano l'immondizia oltre confine per evitare di fare la raccolta differenziata. L'assessore all'Ambiente di Montignoso Marco Vietina replica a muso duro: «Piuttosto che cercare responsabilità altrove, invito Paolini a fare autocritica». Una querelle che in una «provincia normale» non dovrebbe esistere. Ma che invece, qui dove ci sono almeno quattro-cinque realtà diverse che si occupano di rifiuti (Asmiu a Massa, Amia a Carrara, servizio in proprio a Montignoso, Cermec...), diventa un caso. Anche perché i toni sono parecchio accesi. «Se a Massa la raccolta differenziata non funziona non si può continuare ad attribuire parte della responsabilità ai cittadini di Montignoso» attacca l'assessore Vietina dopo aver letto sui giornali locali le tesi di Paolini. «Nessuno nega - rincara - che gestire la raccolta differenziata secondo i parametri imposti dalla Regione Toscana in una città come Massa sia complesso, ma sostenere che l'Asmiu deve smaltire un'elevata produzione di rifiuti perché "tutti scaricano a Massa, dalla zona Sei Ponti a Montignoso, da Carrara al confine della zona industriale e anche da fuori provincia, da Lucca, attraverso la galleria del Cipollaio" sembra decisamente insostenibile. Piuttosto che continuare a cercare responsabilità altrove e giustificare così percentuali di raccolta differenziata che progrediscono troppo lentamente, - prosegue ancora l'Assessore Vietina -, mi sento di consigliare un po' di autocritica al presidente Paolini». Al quale ricorda che la raccolta differenziata tramite cassonetti e campane «si è rivelato un sistema inefficace»; che il porta a porta funziona «solo se programmato fin nei minimi dettagli e se preceduto da una fitta campagna informativa»; che la raccolta domiciliare «richiede un controllo costante dei conferimenti e deve essere adattata alle esigenze e alle particolarità del territorio». La replica di Paolini non si fa attendere ed è tutt'altro che un'autocritica. Ripeto, dice il presidente di Asmiu, «l'accumulo di rifiuti attorno ai cassonetti in via Romana ma anche nelle altre strade della zona (via Fescione, Sei Ponti ecc.) è in prevalenza conseguenza dell'abbandono incontrollato e abusivo da parte dei vicini abitanti di Montignoso che, invece di rispettare le regole della raccolta porta a porta vigenti sul loro territorio comunale, preferiscono scaricare su Massa. Se l'assessore Vietina, invece di fare lezioni teoriche sulla raccolta differenziata guardasse in faccia la realtà si renderebbe conto del danno che alcuni suoi concittadini maleducati provocano al Comune di Massa». A sostegno della sua tesi, Paolini fornisce alcuni dati: «Dalla primavera scorsa quando è iniziato il porta a porta a Montignoso, la quantità di rifiuti raccolti nella zona di confine sono aumentati mediamente di dieci quintali al giorno. Prima, in quelle zone, i mezzi Asmiu svuotavano i cassonetti a giorni alterni: dall'inizio dell'estate lo fanno tutti i giorni, ma non basta. Dopo poche ore dallo svuotamento i cassonetti si riempiono e debordano. Abbiamo ampia documentazione fotografica su questo fatto e i cittadini del luogo hanno segnalato più volte in l'attività di abbandono dei rifiuti da parte dei non residenti». Dunque, dice ancora Paolini, «visto che non possiamo lavorare gratis per Montignoso e che non possiamo, al momento, togliere tutti i cassonetti della zona, l'unica cosa da fare è accertare sul fatto le infrazioni e sanzionarle. Noi lo faremo, abbiamo formato squadre di accertatori pronte a vigilare sul territorio». E non solo: «Asmiu, inoltre, d'intesa con l'amministrazione - chiude Paolini - si riserva di valutare eventuali interventi legali verso l'amministrazione di Montignoso qualora perduri la situazione attuale». C.F.
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