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Il Pd: Gesco, la lottizzazione è da rifare

L’area della ex Olivetti dove nascerà il comparto produttivo gestito dal consorzio Gesco
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L’area della ex Olivetti dove nascerà il comparto produttivo gestito dal consorzio Gesco

«Micro imprese bloccate perché non possono frazionare le aree»

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  MASSA. Comparto Gesco, finalmente si parte. Dopo quasi dieci anni dall'avvio del progetto stanno per iniziare le opere di urbanizzazione per realizzare il nuovo polo produttivo voluto da Confartigianato sulle ceneri dell'ex Olivetti Synthesis. Un comparto innovativo, con mensa e asilo a servizio delle aziende, attenzione all'ambiente. Per dare spazio a 35 piccole aziende di vari settori: dalla meccanica all'alimentare e per creare oltre 100 nuovi posti di lavoro.  Ma ci sono ancora problemi. Le aziende del consorzio chiedono che i lotti da assegnare possano essere ancora più piccoli di quelli previsti dal protocollo di intesa siglato tra i soggetti istituzionali (Comune) e parti sociali (sindacati, associazioni). «C'è qualcosa che non ha funzionato nel percorso di reimpiego produttivo di quelle aree», sostengono i consiglieri comunali del Pd Stefano Alberti, Giorgio Raffi e Giovanni Ricci che presenteranno un ordine del giorno sulla questione.  Il protocollo di intesa, dicono i tre, risulta «contradditorio e inapplicabile in alcune parti poiché in contrasto con le norme tecniche di attuazione, a seguito delle modifiche apportate con superficialità dall'attuale maggioranza. La rigidità "ideologica" delle modifiche apportate da questa amministrazione mettono a repentaglio l'investimento dei soci Gesco, la maggior parte dei quali titolari di piccole aziende».  I consiglieri del Pd sottolineano come nel progetto vi siano punti qualificanti «tracciati dall'amministrazione precedente e da quella attuale: l'impegno di non fare uno "spezzatino" dell'area che resta una proprietà indivisa in capo al consorzio Gesco, che gestirà unitariamente alcuni servizi e resterà comunque il soggetto titolare dell'area, la mensa aziendale, il centro di stoccaggio unico di materiale di scarto e dei rifiuti delle lavorazioni, il largo uso dei pannelli solari fotovoltaici, un asilo aziendale, una sede per i sindacati.  Ma molte aziende, aggiungono, «sono nella difficoltà o nell'impossibilità di insediarsi nel comparto a causa delle modifiche apportate in consiglio comunale all'art. 4 delle Norme tecniche di attuazione che, di fatto, precludono di accorpare o di dividere i singoli lotti».  Per questo i consiglieri Alberti, Raffi e Ricci chiedono che l'amministrazione conduca un «serio approfondimento» sulla gestione degli insediamenti Gesco e si impegni a riportare in consiglio comunale «la pratica Gesco con norme più confacenti alla realtà del nostro territorio e alle esigenze di sviluppo delle piccole imprese».

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